Urban forest in casa e ufficio: una giungla domestica che ci fa vivere meglio | VIRIDEA
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Urban forest in casa e ufficio: una giungla domestica che ci fa vivere meglio

Urban forest in casa e ufficio: una giungla domestica che ci fa vivere meglio

Nel programmare l’autunno in casa, in ufficio e negli ambienti chiusi in genere, è indispensabile dedicare spazio al verde scegliendo fiori e foglie che regalano colore e si adattano facilmente alla vita indoor, comunicandoci il loro effetto rasserenante, pulendo l’aria e invitando all’ottimismo. Il verde indoor è una scelta irrinunciabile. Enumerare i benefici è forse superfluo, perché chi è sensibile alla natura, all’ambiente e alla bellezza, già li comprende bene. Ma ci sono alcuni aspetti forse meno noti: fra questi, l’influenza delle piante nella purificazione dell’aria, la loro capacità di favorire le funzioni della memoria (e quindi di aiutare nel lavoro, nello studio, nella vita quotidiana) elevando il livello di attenzione e concentrazione, ottimo effetto calmante a livello psico-fisiologico (anche per il temibile technostress causato dall’impiego continuo di devices di ogni tipo, cosa oggi poco evitabile). E poi, la bellezza delle piante e la loro cura ci fanno stare meglio, riducendo quindi il rischio di tensioni interpersonali e di microconflitti familiari o sul luogo di lavoro.

Una foresta urbana in miniatura
Il verde indoor è rasserenante, e anche se lo spazio è minimo ci sono soluzioni per una giungla in miniatura. Su mensole, ripiani e scrivanie si possono raggruppare vasetti di piante di piccola dimensione, come le orchidee mini, chiamate così perché lo stelo con piccoli, incantevoli fiori non supera i 10-15 cm, contro i 40 cm e più di quelle classiche. Come tutte le orchidee Phalaenopsis, hanno bisogno di molta luce ma non sole diretto e tanta umidità ambientale. Per questo, oltre a posare il vasetto su un sottovaso con uno strato di biglie d’argilla immerse in un velo d’acqua, è utile creare una piccola foresta con altre piantine di piccola dimensione, reperibili in molti tipi diversi: felci, pilea, fittonia, peperomia, piccole bromeliacee e mini-edere e tante altre. L’insieme sarà splendido e di facile cura. Posando tutte le piante sullo stesso largo sottovaso sarà semplice, per esempio, trasportarle in bagno per una benefica doccia da farsi con un comune spruzzino, che inumidisce le foglie e le mantiene pulite.
Il deserto e le sue meraviglie
Le scultoree forme delle piante grasse sono perfette per chi ha ambienti molto luminosi. Oltre ai soliti cactus con “testa” tonda o alti steli spinosi, la scelta si può allargare a specie insolite. Solo per citarne alcune: Aporocactus o “coda di topo” con bei fiori rosa o bianchi, Cephalocereus senilis con una fitta peluria bianca che sembra la barba di un nonno, Myrtillocactus geometrizans con stranissime forme crestate, Schlumbergera o “cactus di Natale” che fiorisce generosamente in casa. Forme affascinanti sono offerte anche dalle Crassula portulacea Hobbit che ha foglie grasse tubolari; Echeveria forma rosette perfette, tondeggianti e piatte; Euphorbia tirucalli, di cui già il nome è divertente, è nota come “albero delle matite” perché ha fusti sottili e cilindrici. In estate vivono bene anche in terrazzo, ma da fine ottobre devono tornare in casa; solo alcune succulente riescono a tollerare il gelo, fra queste ci sono i semprevivi, alcuni tipi di Sedum e il delizioso Graptopetalum con foglie a rosetta. Buona resistenza, fino a 0 °C per brevi periodi, è garantita anche da aloe, fichi d’india, mammillaria e altre, purché il terriccio resti del tutto asciutto.
Urban jungle in salotto
Se lo spazio lo consente, tutta la casa può trasformarsi in una serra, con tutti i vantaggi che potremo scoprire vivendo immersi nella natura. Photos, filodendro, monstera, clorofito, dracena, dieffenbachia sono molto resistenti; anturio e spatifillo regalano bei fiori. Palme da interno (Howea) e papiri dagli alti steli saranno perfetti in ambienti freschi e luminosi. E presto, da metà ottobre, la bella stella di Natale potrà decorare le stanze restando bella e in fiore per mesi.
Dormire immersi nel verde
Un ultimo consiglio: non fidarsi delle leggende urbane, come quella che dice “Mai tenere piante in camera da letto, perché rubano ossigeno durante la notte”. Non è vero! Anche se durante la notte i vegetali effettivamente assorbono ossigeno ed emettono anidride carbonica, le quantità di gas che vengono mobilitati sono veramente minime e comunque sempre infinitesimali rispetto alla quantità di ossigeno regalata all’ambiente e a quella di anidride carbonica sottratta alla stanza da letto durante il giorno. E c’è un altro effetto benefico: le piante in camera da letto rilasciano umidità, necessaria al buon funzionamento dei nostri polmoni, soprattutto in inverno. Le migliori piante da tenere nel luogo in cui dormiamo sono le piante verdi a foglia grande (anturio, spatifillo, pothos, maranta, dieffenbachia…), mentre le piante grasse sono del tutto ininfluenti, vista l’irrisoria quantità di gas e vapore acqueo che assorbono o producono. Quanto poi all’aspetto psicologico, è ovvio… una bella pianta fa sentire più sereni e dormire meglio.

 Il consiglio 

  • Se acquistate un’orchidea assicuratevi di conoscere il nome della specie per poter fornire l’ambiente e le cure idonee. Il top della facilità è offerto da Phalaenopsis e Cymbidium; orchidee ottime per la vita in casa (ambiente luminoso, fresco e umido) sono anche Cambria, Vanda e Dendrobium. La Cattleya, regina delle orchidee, è un po’ più delicata e ama vivere in una serra o veranda; per riuscire a rifiorire ha bisogno di 12 ore di buio e 12 ore di luce intesa, come avviene ai Tropici. I prodotti specifici (concime liquido in gocce, idratante per il fogliame, substrato specifico) sono fondamentali per conservare la bellezza delle piante.
  • Terriccio e nutrimento su misura è l’esigenza delle piante tropicali d’appartamento, per le quali occorrono prodotti specifici per piante verdi. Per semplificare le operazioni di concimazione si possono utilizzare le fialette con rilascio a goccia oppure i bastoncini, dai quali il substrato assorbe i fattori nutritivi nell’arco di qualche settimana.
  • Cactus e succulente devono subire periodicamente un’operazione di pulizia con un pennellino che asporta la polvere ed eventuali parassiti come la cocciniglia; se l’infestazione è seria, consultare il personale del punto vendita per scegliere un prodotto idoneo.