Myrtillocactus | VIRIDEA
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Myrtillocactus

Myrtillocactus

Del myrtillocactus (Myrtillocactus geometrizans), una Cactacea originaria dei deserti del Messico, è particolarmente diffusa la forma crestata (M. g. crestatus), che fino a una decina d’anni fa rappresentava un’eccezione, perché si otteneva solo in natura per mutazioni spontanee. Oggi invece sono state messe a punto tecniche di moltiplicazione facilitate, che permettono di ottenere esemplari che si trovano quindi in vendita a prezzi contenuti: non è più una rarità costosa.
È una succulenta dal fusto eretto, che in natura può raggiungere anche i 4 m d’altezza, ma in coltivazione non più di 50-60 cm, di colore verde-bluastro ricoperto di una patina biancastra (si chiama “pruina”), poco ramificata. È dotata di 5-6 costolature, su cui sono presenti “areole” (i punti dove si formano le spine) lanose, con 5-7 spine radiali rosso-verdi e una spina centrale nera. Ha crescita abbastanza rapida. In estate produce fiori bianchi, vicino alle areole, cui seguono frutti commestibili, di sapore simile a quello del mirtillo (da cui il nome).
La forma crestata si distingue perché presenta la parte apicale appiattita e allargata, a formare una vera e propria cresta, ed è di dimensioni minori rispetto alla specie classica.

Utilizzi
Generalmente è utilizzata come pianta da interni luminosi e per regali. Gli esemplari più grandi possono vivere in piena terra nel Sud Italia, dove vale la pena di porli al centro della roccaglia o dell’aiuola come punto focale.

Ambiente
Si coltiva in piena terra (solo la specie, non la forma crestata) solo nelle aree costiere più miti del Sud Italia e lungo la costa tirrenica, nella roccaglia per evitare che le dimensioni ridotte portino a schiacciarlo inavvertitamente, oppure nelle aiuole se l’altezza è superiore a 30 cm. Si alleva invece in vaso in tutte le altre zone italiane, spostandolo in esterni da maggio a settembre in un punto in pieno sole anche d’estate, comunque con molta luce. Da ottobre ad aprile va ricoverato in un luogo fresco (8-15 °C), perché la temperatura minima invernale sopportabile è di 6 °C.

Terreno
Il substrato deve essere leggero e ben drenato. Se si coltiva in contenitore, il vaso preferibilmente di terracotta deve avere dimensioni di un terzo inferiori rispetto al diametro del fusto. Si rinvasa ogni 3-4 anni, in primavera. Vuole terra per cactacee, meglio se miscelata con un poco di pomice, lapillo o ghiaino fine. Indispensabile un ottimo drenaggio sul fondo del vaso (ghiaia o biglie d’argilla).

Acqua
Somministrare da aprile a settembre annaffiature regolari, ma non abbondanti e solo su terriccio perfettamente asciutto. Nei restanti mesi sospendere ogni apporto idrico.

Concime
Va concimato con un prodotto liquido per piante grasse da aprile ad agosto una volta al mese nell’acqua d’annaffiatura.

Abbinamenti
La sua bellezza sta nelle forme particolarissime, scultoree nella specie e gradevolmente irregolari nella forma crestata. Per questo motivo è preferibile trattarlo come punto focale isolato, senza abbinarlo ad altre specie che possano distogliere l’attenzione.

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