Ortica, impariamo a conoscerla perchè è utile! | VIRIDEA
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Ortica, impariamo a conoscerla perchè è utile!

Ortica, impariamo a conoscerla perchè è utile!

La fama dell’ortica come pianta infestante e urticante lascia poco spazio alla vasta quantità di benefici che ci regala, dalla medicina alla cucina, dal giardinaggio all’erboristeria. Da sempre è associata a modi di dire negativi che la fanno apparire alquanto sinistra. A chi non è capitato almeno una volta nella vita, di sperimentare il bruciore e l’eruzione cutanea causati da un incontro maldestro con questa pianta?

L’ortica comune (Urtica dioica L.) è un erbacea perenne alta da 50 cm a 200 cm, cresce spontanea sino a 700 metri di altitudine in zone semi ombrose. E’ riconoscibile dalle foglie verdi dai margini dentellati e sottili steli ricoperti da una leggera peluria urticante. Sembrano dei peli ma in realtà sono dei veri e propri aghi cavi contenenti acido formico, acetilcolina e istamina che, a contatto con la pelle provocano bolle, bruciori e arrossamenti che durano qualche ora. Non a caso il suo nome deriva dal latino “urere”, che significa bruciare, ardere…! Come per molti altri vegetali l’ortica rientra tra i rubefacenti, cioè piante che per difendersi dai predatori usano la strategia di rivelarsi molto urticanti e quindi inavvicinabili.

PERCHE’ USARLA
Le ortiche sono ricche di vitamine, azoto, ferro, sali e calcio e vengono utilizzate nell’agricoltura biologica per tenere lontani gli insetti e proteggere il fogliame da afidi, acari, altiche, tignole, carpocapsa, respingere malattie come l’oidio, alternaria e la peronospora e rafforzano la resistenza delle piante.

Usata sotto forma di macerato aiuta a:

Rafforzare le difese naturali delle piante e a prevenire l’attacco dei parassiti
Proteggere molte specie vegetali aggredite da insetti primaverili
Stimolare la crescita delle radici delle giovani piante e arricchire il terreno

Sicuramente avrete sentito parlare dei benefici del macerato di ortica. La ricetta per l’auto produzione è quella antica: mettere in un secchio le piante di ortica ricoperte con l’acqua, chiudere con un coperchio e aspettare tre settimane prima dell’uso. Il prodotto finale ha molteplici utilizzi in agricoltura ma ha anche l’inconveniente dello sgradevole odore che emana. Per aggirare questo dettaglio e per rendere più snella la somministrazione, la ricerca ha fatto grandi passi avanti producendo l’estratto di ortica concentrato pronto all’uso da nebulizzare direttamente sulle piante.

In questo caso, le proprietà dell’ortica, unitamente ad altri principi attivi, diventano valido rimedio naturale per le seguenti colture e relativi problemi:

MODALITÀ D’IMPIEGO

Coltura Patologia  Epoca d’impiego
Alberi da frutto: Melo, Susino, PescoRibes rosso, Noce, Ciliegio Afidi (Myzuspersicae, Macrosiphum rosae, Eriosoma Lanigerum, Cryptomyzusribis, CallaphisjuglandisMyzuscerasi) Primavera-estate fino a prima della raccolta del frutto maturo
Fagiolo Afidi (Aphis fabae) Primavera-estate fino a prima della raccolta del frutto maturo
Patata Afidi (Myzuspersicae) Primavera-estate fino alla fine della formazione del tubero
Lattuga/Cavolo Afidi (Brevicorynebrassicae, Nazonoviaribisnigri) Primavera-estate
Sambuco Afidi (Aphis sambuci) Primavera-estate
Rosa, Spirea Afidi (Macrosyphumrosae, Aphis spiraephaga) Primavera-estate
Brassicaceae
(cavolo, Ravanello)
 Phyllotreta nemorum, (altiche) diamondbackbmoth (tignola) Primavera-estate fino a 9 o più foglie vere piegate o tipica massa fogliare raggiunta
Mele-Pere Carpocapsa Cydia pomonella Aprile e 1 trattamento a maggio
Fagiolo Acari (Tetranychusurticae) Primavera-estate fino a completa maturazione
Vite Acari (Tetranychusurticae, Tetranychustelarius) Primavera-estate fino a completa maturazione

COME NON PUNGERSI

Se la vogliamo raccogliere è molto importante evitare il movimento della mano dall’alto verso il basso. Infatti il segreto sta nel seguire la direzione dei peli urticanti, con un movimento che va dal basso verso l’alto e poi recidere il fusto con un gesto deciso. Se invece abbiamo uno spirito previdente, ci portiamo guanti e forbici e tutto sarà molto più semplice!

Articolo realizzato in collaborazione con Silvia Magnano

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