Il risveglio delle tartarughe dal letargo | VIRIDEA
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Il risveglio delle tartarughe dal letargo

Il risveglio delle tartarughe dal letargo

Il risveglio delle tartarughe dal letargo dei mesi invernali rappresenta, come pure l’andare in letargo, un momento metabolico particolarmente delicato. E’ opportuno pertanto seguire le nostre amiche in questa fase della loro vita perché con alcune semplici precauzioni, possiamo evitare comuni patologie o disordini del metabolismo.

Le tartarughe avranno passato l’inverno o in buche scavatesi nel terreno, se mantenute per tutto l’anno all’aperto in giardino, oppure se allevate in casa, ibernate come già consigliato nel cassetto della verdura nel frigorifero. Per quanto riguarda le tartarughe in giardino, sarà la natura, all’aumentare delle ore di luce e della tamperatura a sciogliere il torpore; controllate che le testuggini si sveglino con un buon appetito che, crescendo giorno per giorno, ripristini le calorie consumate nell’inverno.

Le testuggini mantenute in frigorifero dovranno invece essere svegliate da noi quando,verso metà-fine marzo, reputeremo la stagione sufficientemente stabile e tiepida per poterle tenere sveglie anche senza riscaldatore. Estraiamo dal frigo il contenitore in cui abbiamo albergato la tartaruga in letargo,togliamo la copertura di fieno/foglie e lasciamola a temperatura ambiente per un paio di ore. Essa dovrebbe iniziare ad avere qualche primo timido movimento ed aprire appena gli occhi.

Prepariamo una bacinella con due dita d’acqua (mai comunque una quantità eccessiva a sommergere le narici ) calda a 35-38°C  con un cucchiaio di sale grosso da cucina, in cui porremo la tartaruga per un quarto d’ora. Questo bagnetto ha la funzione di riscaldare e soprattutto reidratare la nostra tartaruga che infatti, vedremo svegliarsi del tutto e bere generosamente. Altra funzione è quella di purgarla dalle tossine accumulatesi nell’intestino fermo per tanto tempo , ed infatti durante il bagnetto stesso, o appena dopo, la bestiola sporcherà eliminando un materiale gelatinoso giallognolo ed un materiale calcareo-gessoso bianco (gli urati).

L’alimentazione dopo il letargo

Così come accade agli uomini, che se non alimentati per qualche giorno devono riabituarsi al cibo con sostanze leggere e digeribili, allo stesso modo le tartarughe dopo il lungo letargo invernale – durante il quale non hanno mangiato – devono essere riabituate gradualmente al cibo. Meglio dunque prediligere frutta ed erbe selvatiche, ricche di vitamine, principi nutritivi e calorie (soprattutto la frutta) ma leggere, utili altresì per ripristinare un corretto movimento intestinale.
È al risveglio che si possono correggere eventuali cattive abitudini alimentari e “vizi” del regime passato; quindi, evitare la tentazione di fornire qualche leccornia premio all’inizio.
Anche l’acqua è molto importante: oltre ai bagnetti reidratanti, è bene lasciare a disposizione della tartaruga acqua pulita e controllare frequentemente la quantità nella ciotola.

DR.MARCO GENTILE MEDICO VETERINARIO ALBO 1622 Torino A

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