La Trachemys Scripta

Diciotto le sottospecie di Trachemys Scripta; le due più diffuse in assoluto sono la scripta elegans e scripta scripta, note rispettivamente come scivolatrice comune e tartaruga dalle orecchie rosse. L’origine infatti è americana, in zone dove clima e ambiente sono piuttosto simili a quelli dell’Europa meridionale. Ama le acque a corrente lenta: stagni, laghi, paludi, fiumi poco profondi con fondali fangosi, rive sabbiose e soleggiate.

La facilità di ibridazione tra sottospecie, in particolare tra le due più diffuse, ne rende spesso difficile la classificazione precisa. Le dimensioni variano molto a seconda della sottospecie: si passa infatti dai 13 cm del maschio di elegans ai 60 cm di grayi, sottospecie centroamericana. La livrea è generalmente bella e particolare nei piccoli, anche se tende a scurirsi molto con l’età; gli scuti paiono disegnati; la pelle è striata e vivacemente colorata – in particolare nella sottospecie elegans che ha due belle macchie rosse sulla testa -; il piastrone è chiaro con macchie su ogni scuto che paiono motivi ornamentali. In questa specie è abbastanza evidente il dimorfismo sessuale: i maschi sono molto più piccoli, hanno coda più lunga e larga alla base, apertura cloacale spostata verso la punta della coda, piastrone concavo e unghie lunghe negli arti anteriori per il rito del corteggiamento in cui “accarezzano” la femmina.

Dopo il corteggiamento e l’accoppiamento, la femmina depone da 5 a 20 uova, due o tre volte l’anno; le uova si schiudono dopo due o quattro mesi. Si tratta di una tartaruga strettamente acquatica, che emerge solo per riscaldarsi nelle ore più fredde, appoggiandosi alla vegetazione o ai sassi. Si adatta perfettamente alle nostre temperature – fatta eccezione per i climi più rigidi di alta montagna – e pertanto possono essere sistemate all’aperto. Hanno bisogno di un laghetto piuttosto ampio, profondo almeno un metro con un fondo sabbioso di una trentina di centimetri per potersi nascondere durante il letargo. È possibile anche ospitarle in casa, in acquaterrari di almeno un metro per 50 cm, con acqua tra i 23 °C e i 27 °C e temperature esterne che in alcuni punti devono raggiungere i 30 °C. In natura va in ibernazione, dunque è bene farle rispettare tale abitudine anche se si alleva in casa.

L’alimentazione è quella indicata per le tartarughe onnivore: in natura sono prevalentemente carnivore da giovani, vegetariane da adulte. Un’alimentazione varia assicura il giusto apporto energetico e vitaminico: dunque bene pesci d’acqua dolce, insetti, piante acquatiche, tarassaco e cicoria, radicchio, chiocciole, girini. Il pellet per tartarughe non deve mai superare il 30% dell’alimentazione.

La Trachemys scripta è in libera vendita tranne la sottospecie elegans, che invece è iscritta nelle liste della Convenzione di Washington (CITES) e dunque deve essere regolarmente registrato ogni cambiamento: nascita, morte, vendita o cessione.
Belli i colori e i motivi del corpo della Trachemys scripta, tartaruga di origine americana dalle dimensioni variabili e dalle numerose sottospecie.
Per saperne di più: B. Alessandrini, Il manuale delle tartarughe da giardino e da acquario, Giunti 2006
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