Arancio | VIRIDEA
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Arancio

Arancio

L’arancio (Citrus sinensis) fu introdotto in Italia dopo l’arancio amaro, a opera di navigatori genovesi o portoghesi alla fine del Medioevo.
L’albero, appartenente alla famiglia delle Rutacee, presenta un tronco ramificato generalmente in 3-4 branche principali, dalle quali i rami sviluppandosi formano una forma globosa. Le foglie sono ovali, oblunghe, cuoiose, di color verde scuro sulla pagina superiore e verde chiaro su quella inferiore: hanno una durata di due periodi vegetativi, sono quindi foglie più longeve di quelle che si trovano su altri alberi. I fiori (“zagare”) hanno un colore candido e un profumo intensissimo. L’epoca di fioritura è molto variabile, da febbraio-marzo all’estate, così come varia l’epoca di maturazione dei frutti che va dall’autunno alla primavera dell’anno successivo.
In base al colore della polpa si distinguono arance bionde e arance rosse o sanguigne (pigmentate). La raccolta va effettuata quando i frutti hanno raggiunto un grado di maturazione sufficiente: al contrario di altri frutti, infatti, le arance non maturano dopo la raccolta. La conservazione casalinga può essere effettuata in ambienti freschi, asciutti e bui per un tempo variabile, in genere alcune settimane.

Ambiente
L’arancio non sopporta il freddo: per fruttificare, e per vivere in piena terra, ha bisogno di un clima mite e relativamente poco variabile nell’anno, ed è per questo che gli agrumeti da produzione sono presenti solo in Calabria, Sicilia, Puglia e anche Liguria e Campania. La temperatura minima invernale è di 5 °C, limite possibile solo se il terreno è asciutto. Al Nord gli aranci riescono a sopravvivere nella zona dei laghi prealpini, se vengono protetti in inverno in serra fredda. Attenzione ai venti, che possono provocare gravi danni.

Terreno
L’ideale è un terreno argilloso-calcareo, profondo, fertile, in posizione arieggiata e ben soleggiata (per fiorire e fruttificare bene). La coltivazione in vaso è possibile, avendo cura di scegliere un vaso in terracotta che, nel tempo, dovrà diventare di misure capienti. Il terriccio dovrà essere del tipo specifico per agrumi con drenaggio sul fondo del vaso (uno strato di biglie d’argilla, per impedire il ristagno idrico a livello radicale).

Portainnesti
I portainnesti più utilizzati in Italia per l’arancio sono?l’arancio amaro (Citrus aurantium), adatto a terreni moderatamente argillosi, con buona resistenza al gelo; il limone volkameriano (C. volkameriana), adatto per terreni sabbiosi, con buona resistenza al gelo; l’arancio trifoliato (Poncirus trifoliata), che non gradisce il calcare e resiste alle gelate nelle aree con inverni non troppo miti, particolarmente utilizzato per gli aranci coltivati in vaso, dove dà i migliori risultati.

Impianto
Per la piantagione in piena terra vanno scavate buche di almeno 60 x 60 x 60 cm. Il periodo migliore per l’impianto è l’inizio della primavera (da metà marzo a metà aprile. Posizionando le piante nel terreno occorre mantenere fuori terra il punto d’innesto. Le distanze d’impianto devono essere di almeno 4 m tra un arancio e l’altro.

Acqua
L’irrigazione è fondamentale per una buona produzione. Le innaffiature dipendono dall’andamento stagionale e dal tipo di terreno (se è sabbioso, trattiene meno l’acqua). In genere l’irrigazione comincia verso l’inizio di maggio e si protrae sino alle prime piogge autunnali (fine settembre-ottobre). In vaso, si annaffia quando il terriccio è quasi asciutto; meglio molta acqua non spesso, piuttosto che poca acqua molto spesso.

Concime
Le piante in vaso vanno concimate con un prodotto apposito per agrumi ornamentali, come i lupini macinati, da distribuire in febbraio, giugno, settembre, utilizzabili anche per gli aranci in piena terrra che richiedono anche un po’ di stallatico maturo a fine inverno.

Forma di allevamento
La forma di allevamento tipica è quella globosa che facilita le cure colturali, protegge la pianta dai danni del vento e ostacola lo sviluppo delle erbe infestanti, grazie all’ombreggiamento che forma a terra o nel vaso.

Potatura
La potatura si esegue tra marzo e giugno per eliminare rami secchi, rotti o debilitati dopo che hanno già fiorito o quelli curvi verso il basso. È importante non alterare il rapporto tra vegetazione e produzione: tagli eccessivi favoriscono la produzione di foglie a scapito della fruttificazione. Vanno eliminati i germogli verticali che si sviluppano vigorosi e tendono a prendere il sopravvento. Nelle piante giovani i tagli sono da evitare il più possibile.