Il Riccio Africano | VIRIDEA
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Il Riccio Africano

Il Riccio Africano

Il riccio africano, come quello europeo che possiamo incontrare nei prati e boschi sub-urbani, è un simpatico accattivante curioso animaletto insettivoro. I ricci sono prevalentemente notturni: dormono, in natura, quasi tutto il giorno, per divenire attivi all’imbrunire. Il riccio africano, dagli aculei più chiari rispetto a quello comune, entra in uno stato di letargo sotto i 18°C; invece il riccio europeo delle nostre campagne, che non si può detenere in casa in quanto protetto come fauna autoctona, va in ibernazione sotto i 9-10°C. In merito al letargo facciamo presente una curiosità, un espediente trovato da Madre Natura: quando, in ibernazione, la temperatura corporea del riccio scende sino a 6°C   l’animale produce una forte quantità di eparina anticoagulante, per impedire la coagulazione ed i fenomeni trombocitari del sangue che scorre troppo lentamente e al freddo!
Il trasporto fino a casa ed i primi giorni
Il nostro riccetto pur essendo timidissimo e con abitudini prevalentemente notturne, una volta abituato al proprietario diventa fiducioso, accetta il cibo dalle mani, si lascia toccare ed addirittura si “srotola” per farsi fare i grattini sotto la pancia, dimostrandosi così un simpatico animale da compagnia, benché in virtù degli aculei, non indicato ai bimbi in troppo tenera età. I ricci sono animali solitari, ma possono essere anche ospitati insieme; mai tuttavia due maschi adulti. Il riccio si riesce ad arrampicare agilmente sulle sbarre, per cui sono da preferire gabbie chiuse al di sopra, piuttosto che semplici recinti. Terremo la gabbia lontano dalle fonti di calore, protetta dalle correnti d’aria fredda, nella bella stagione anche all’esterno ma con una protezione per il sole diretto.
Le principali cure
Si può mettere all’interno della gabbia una cassetta quale tana, con un’apertura di 10-15 cm; una ruota per permettere l’esercizio fisico. Utile sarebbe collocare una vaschetta da riempire ogni tanto con acqua tiepida a circa 25°C permettendo al riccio di farsi un bagnetto e di nuotare, cosa che gli riesce assai bene. La temperatura ideale di allevamento è quella di casa: 21-28°C. È importante non usare come lettiera la “sabbia” ideata per i gatti poiché potrebbe essere masticata ed ingerita col rischio di eventuali occlusioni intestinali. Rinnovate frequentemente la lettiera stessa: il nostro riccio è molto sensibile alla contaminazione fecale e svilupperebbe dermatiti ed allergie cutanee.
L’alimentazione
In natura i ricci si nutrono di insetti, vermi, piccoli vertebrati, lucertole, serpentelli, piccoli topolini e frutta. È indicata per loro una dieta ricca di proteine: può andare bene il cibo energetico per gattini cuccioli o, ancor meglio, per furetti, sia esso in lattina o in croccantini. Integreremo tuttavia con tarme della farina, tarme del miele e grilli che, preventivamente, avremo spolverato con carbonato di calcio, o integratori di sali minerali e vitamine all’uopo predisposti e reperibili in commercio. Inoltre si potranno dare piccole quantità di frutta, banane, miele e tuorlo d’uovo sodo. Non dobbiamo mai somministrare latte bovino e/o latticini, benché dai ricci molto graditi, in quanto responsabili di dissenteria. Tramite il beverino a goccia si lascerà a disposizione l’acqua fresca, quotidianamente rinnovata.
Norme sanitarie generali
Il riccio non è veicolo di patologie per l’uomo. Non sono richiesti vaccini.

Dott. Marco Gentile Medico Veterinario Albo 1622 Torino.