Un gatto per amico | VIRIDEA
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Un gatto per amico

Un gatto per amico

Volete davvero avere un gatto per amico? Allora è bene conoscere alcune sue caratteristiche principali:
Il gatto comune è conosciuto da tutti e fa parte della nostra tradizione ma, pur essendo di gestione non difficile, può essere veramente apprezzato solo da persone di grande sensibilità, che amano il gatto in quanto tale, proprio per il suo carattere, la sua individualità e la sua indipendenza.

L’età ideale
In genere, chi desidera un gattino, tende a portarselo a casa non appena inizia ad alimentarsi da solo (35-40 giorni). Il desiderio egoistico di avere un “pupazzo vivente” risulta, però, deleterio per il micino, perché uno svezzamento precoce può creare scompensi fisici e psicologici. Bisogna, infatti, considerare che:

  • il latte materno contiene una grande quantità di anticorpi e quindi più dura l’allattamento, maggiori sono le probabilità che goda di buona salute;
  • solo dopo i trenta giorni di vita i micini iniziano l’apprendimento della socialità e delle comuni regole comportamentali feline attraverso il gioco con la madre e con i fratelli.

Sarà bene quindi pazientare un po’ e attendere almeno il compimento del cinquantesimo giorno (meglio al compimento dei due mesi, due mesi e mezzo) per avere un gatto più equilibrato.
Ricordatevi, inoltre, che, anche se più sviluppato, un esemplare di cinque o sei mesi è pur sempre un cucciolotto, che si affezionerà a voi esattamente come uno giovanissimo e talvolta di più.

Maschio o femmina?
Ci si trova di fronte a una bellissima cucciolata sarà bene che concentriate la vostra attenzione verso i cuccioli svezzati che hanno un peso superiore ai 700 grammi, occhi ben aperti e brillanti (mai lacrimosi), pelo lucido e soprattutto che siano vivaci e agili.
A questo punto, il futuro proprietario si chiede: è meglio un maschio o una femmina? Vediamo quali possono essere le differenze.

  • Per quanto riguarda il fisico, il maschio è, generalmente, più grosso, per cui è più gradito a chi desidera il “micione”; la femmina, più longilinea e con il musetto più sottile, risulta più graziosa ed è, di solito, più agile e delicata nei movimenti.
  • Per quanto riguarda il carattere, lui tra le mura domestiche, contrariamente a quanto si dice, rimane sempre cucciolo, bisognoso di affetto e di carezze in qualsiasi momento, conscio, però, del suo ruolo di maschio, è pronto ad accogliere e ispezionare chiunque suoni il campanello dell’ingresso, oltre a contendere la poltrona preferita del padrone di casa; lei, più indipendente all’apparenza, è più disponibile a dare tutta se stessa, ma solo al componente della famiglia da lei prescelto.

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