La tartaruga d’acqua

L’aspetto della tartaruga d’acqua può variare a seconda della maggiore o minore permanenza in acqua. Generalmente però hanno la corazza piuttosto appiattita e affusolata, con scuti (placche ossee) poco in rilievo, se non addirittura lisci. Le dita sono separate, unite tra loro da una membrana per aiutarsi nel nuoto, mentre nelle tartarughe marine le zampe sono fuse in una sorta di unica pinna, senza unghie. Entrambi i tipi hanno spesso muso e collo piuttosto allungati, per poter raggiungere la superficie dell’acqua e respirare rimanendo immerse. Infine, diverse specie presentano barbigli nella zona della testa che consentono loro di cacciare sui fondali fangosi.

Perché allevarle?

Si tratta di animali robusti e facili da accudire, che si adattano bene alla vita in casa (meglio ancora se in un laghetto esterno). La loro è una presenza discreta, rassicurante; ispirano simpatia a grandi e piccini, diventandone presto le beniamine.
Si relazionano poco con l’uomo: non tentano di comunicare, è bene non tenerle in mano e non si prestano a coccole e carezze. Questo non significa però che non richiedano cure e attenzioni quotidiane. Inoltre, sono attente e intelligenti, ciascuna con una propria personalità. In grado di riconoscere chi li nutre, spesso si presentano con regolarità nel posto e all’ora prestabiliti per il pasto.
Le tartarughe acquatiche sono tendenzialmente meno longeve di quelle terrestri, anche se si difendono comunque bene: la media si aggira tra i 25 e i 30 anni.

Per saperne di più: B. Alessandrini, Tartarughe da giardino e acquario, Giunti Demetra 2006
Foto: Tetra

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