Il pappagallo monaco, il vivace americano

Il Myopsitta monachus, ossia il pappagallo monaco, è grande circa 30 cm con corpo longilineo e coda lunga che termina sottile, dal colore predominante grigio-verde, e con ali e dorso verde oliva chiaro. Gola e petto sono invece grigi scuro, le guance sono tinta cenere, il becco è roseo carne e le zampe sono brunastre.

Originario dell’America Meridionale ha oggi un’ enorme diffusione ed è riuscito a colonizzare anche aree non sue proprie originarie: lo si trova in quasi tutti gli Stati degli USA, ai Caraibi, in Australia e, non ultimo, in molte aree urbane e suburbane di grandi metropoli europee come ad esempio Roma, dove si è rinselvatichito e riprodotto dopo essere sfuggito all’uomo che quivi lo aveva introdotto come uccello da gabbia. Socievolissimo, allegro, chiassoso ed assai robusto, si adatta a qualsiasi condizione meteorologica, riproducendosi con facilità ed aggregandosi spontaneamente in colonie che contano da poche decine ad alcune centinaia di individui.

Sono talmente prolifici che una coppia affiatata di Monaci può allevare fino a dieci piccoli all’ anno. Ad ogni deposizione la femmina cova per circa 22-24 giorni 5-8 uova. I piccoli Monaci lasciano il loro nido dopo circa 6 settimane. Maschio e femmina sono uguali per colore e dimensioni pertanto non esiste un dimorfismo sessuale.

In merito al nido dobbiamo dire che si tratta di una vera e propria opera di ingegneria: i genitori lo costruiscono intrecciando rametti di calibro diverso in modo da sviluppare una struttura ampia e resistente, dotata di più celle ognuna con la propria entrata a formare una sorta di nursery condominiale di 20 e più celle usufruibile da altrettante coppie.

Come già abbiamo accennato il carattere del Pappagallo Monaco è vivacissimo e socievole, e si tratta fisicamente di soggetti assai robusti ideali quindi per gli allevatori principianti. Il piccolo ed unico difetto, se possiamo dire, è quello di essere un pò troppo esuberante e chiassoso, facendo spesso sentire la sua voce e richiamando l’attenzione con gridolini e fischi.

Per tutelarlo, il Monaco è stato inserito nell’Appendice II del Trattato di Washington del 1981.

Si nutre di semi misti di medio-piccole dimensioni, frutta, verdura e occasionalmente piccoli insetti e, come leccornia, quando disponibili secondo la stagione, alcune gemme degli alberi da frutta.

Dott. Marco Gentile,Medico Veterinario, Albo 1622 Torino