Ortoterapia e giardinaggio secondo James Jiler

Il “guru” dell’ortoterapia James Jiler, fondatore dell’organizzazione Urban GreenWorks che progetta laboratori e iniziative di carattere sociale in giardini e parchi di quartieri urbani degradati di Miami, afferma che l’esperienza sensoriale del giardinaggio permette alle persone di connettersi al loro stato primordiale, di ritrovare una comunicazione diretta con le forme di vita di cui si occupa e che ha intorno e fra queste ci sono, naturalmente, anche le altre persone: con effetti positivi sulla socializzazione e sulla propensione allo scambio di esperienze. Addio allo stress, dunque, anche grazie all’aumento dei valori di serotonina, chiamata “ormone della felicità”: la cura delle piante provoca misteriosi fenomeni chimici nei nostri neuroni produttori di questa sostanza, che ha effetti antidepressivi e rilassanti. Addio allo stress anche per la maggiore creatività che possiamo ritrovare in noi: il gardening introduce temi legati alla progettualità e alla visualizzazione del futuro, da costruire, analogamente a quanto facciamo curando il verde, con la semina di contatti positivi intorno a noi e la coltivazione dei rapporti umani, delle nostre passioni e hobby. “Non ho tempo” sono tre parole che vanno dimenticate: basta una manciata di minuti per aprire la porta su un modo diverso di leggere il mondo intorno a noi, per scoprire che la natura si accontenta di poco, un vaso, una striscia di verde, un orticello al quarto piano. “Non ho il pollice verde” è un’altra affermazione da dimenticare, considerando che l’attenzione per le piante è un fatto naturale in chi sente in sé sensibilità per le forme di vita e per la natura, che ha un gran bisogno della nostra attenzione: più verde intorno a noi significa combattere i danni ambientali con i fatti e non solo con le parole, più verde in città significa anche aumentare la sicurezza dei cittadini e combattere lo stress, la depressione e la solitudine. L’ortoterapia poi è aggregante e trasversale perchè spesso coinvolge nonni e nipoti, padri, madri e figli. Forse è per questo che la riscoperta del piacere di fare l’orto è oggi così forte.