Margherita | VIRIDEA
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Margherita

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La fioritura della margherita è semplice ma sempre carica di radiosa allegria. La cosiddette “margherite da giardino” (Anthemis, Argyranthemum, Leucanthemum), della famiglia delle Composite, producono da maggio a ottobre i loro fiori capaci di portare una ventata di allegria alle aiuole e alle bordure, ma anche ai vasi del balcone. Erbacee perenni, comprendono molte specie e varietà, che, pur presentando differenze nelle dimensioni e nel colore, sono unite dalla forma del fiore a margherita classica, spesso semplice, ma che assume talvolta sembianze doppie o stradoppie (Leucanthemum superbum) con petali sovrapposti che si irradiano intorno al centro del fiore. Alte dai 15 cm (es. Anthemis cupaniana) a 90 cm (es. Leucanthemum vulgare), formano densi cespuglietti di vegetazione, hanno foglie divise e con margini dentati e fiori da maggio a ottobre, anche tutto l’anno in clima mite. Il colore classico è il bianco, ma esistono in commercio svariati ibridi a fiore colorato, giallo, crema, rosa, rosso e porpora.

Utilizzi
Specie da fiore molto diffuse, tipiche dei campi erbosi soleggiati, sono molto interessanti anche per la coltivazione in giardino, dove il loro utilizzo ideale è nelle aiuole e nelle bordure. Alcune, come al piccola Anthemis nobilis (camomilla romana), vengono anche utilizzate per formare tappeti erbosi fioriti. Sono molto adatte anche alla coltivazione in vaso, per balconi ben esposti al sole. Possono crescere perfino in casa, in una stanza fresca e luminosa, dove però non vivono più di una stagione.

Ambiente
Vogliono una posizione soleggiata, ai raggi diretti o in mezz’ombra leggera (almeno 6 ore di sole al giorno). Piante tolleranti, preferiscono un clima mite o temperato: temono il gelo (non sopravvivono sotto i -6 °C) e i venti forti.

Terreno
Si piantano in autunno o in primavera. Seminate in vasetti tra febbraio e marzo, saranno pronte per il trapianto in giardino o in un vaso più grande da metà primavera. Si adattano a molti tipi di terreno, purché ben drenati, ma danno il meglio in un suolo fertile, con un pH neutro o tendenzialmente acido.

Acqua
Le margherite devono essere annaffiate con regolarità durante tutto il ciclo vegetativo, da marzo a ottobre, anche quotidianamente nei mesi caldi e in vaso, mentre a partire dall’autunno si diraderanno le innaffiature, aspettando che il substrato si sia asciugato prima di innaffiare nuovamente.

Concime
Prima di piantare, aggiungere una generosa quantità di sostanza organica (letame o compost) per arricchire e rendere ben fertile il suolo. Dalla ripresa vegetativa, si fornisce un concime a lenta cessione in granuli, per piante da fiore, da rinnovare ogni 3 – 4 mesi. In vaso, dalla formazione dei boccioli in poi, si può fornire un concime liquido per piante da fiore liquido ogni 2-3 settimane, insieme alle innaffiature.

Note
Le specie e la varietà più alte richiedono sostegni se coltivate in posizioni ventose.

Abbinamenti
Le margherite si associano tra loro con successo, tenendo presente che le forme semplici alleggeriscono quelle doppie: un nutrito gruppo di esemplari in fioritura crea una distesa orizzontale di colore di grande effetto. Le margherite con stelo alto danno il meglio se lo spazio permette di utilizzarle in massa, perché i singoli capolini possano sorreggersi a vicenda per meglio resistere al vento e alle piogge. Nelle bordure, si associano bene per contrasto con spighe verticali (verbasco, digitale, delphinium). L’introduzione di graminacee leggere, come Stipa tenuissima e Carex, tra ciuffi di margherite di media altezza, crea l’impressione di una simbiosi spontanea e naturale.

Consulta, scarica e stampa la nostra scheda sull’Argyranthem frutescens (Margherita).