L'orto di montagna: consigli di coltivazione | VIRIDEA
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L’orto di montagna: consigli di coltivazione

L’orto di montagna: consigli di coltivazione

L’orto di montagna ha delle esigenze ben diverse, rispetto ai consigli di coltivazione per l’orto relativi all’ambiente della Pianura Padana e del Centro Italia. Sull’arco alpino dai 600 m di quota in su, e sull’Appennino dagli 800 m nella parte settentrionale e dai 1.000 m nelle regioni del Sud, infatti le condizioni climatiche variano sensibilmente rispetto alla pianura. La temperatura costituisce il fattore limitante: le piante da orto si sviluppano al meglio e producono in abbondanza solo quando la minima notturna non scende sotto i 12-15 °C. A quote elevate il periodo che rispetta questa condizione va all’incirca da metà maggio a metà settembre, salvo singole notti più fredde.
o Quindi, in un orto di montagna non tutte le orticole sono in grado di svilupparsi a sufficienza: sono soprattutto quelle che richiedono temperature elevate e stabili a essere penalizzate, come peperone, melanzana, finocchio così come quelle a ciclo lungo, come la zucca commestibile, specialmente se di grandi dimensioni. Queste specie sono sconsigliate, perché non riescono a portare a maturazione i prodotti e il raccolto sarà nullo o irrisorio.
o Tra le solanacee patate e pomodori sono le più rustiche, mentre tra le cucurbitacee zucchino e cetriolo sono facili e resistenti, in terreno fertile. Tutte le leguminose (fagioli, fagiolini e piselli) offrono buone rese grazie al ciclo vegetativo breve; anche quasi tutte le crucifere, ovvero i cavoli, prediligono un clima temperato-fresco. Tra le liliacee, facili e adattabili, porro e cipolla resistono al freddo, mentre l’aglio preferisce il clima mite. Tra le ombrellifere, la carota e il sedano sono facili se il terreno è sciolto. Le composite, infine, comprendono lattughe e radicchi, molto diverse per esigenze colturali (facilissime sono le lattughine da taglio).
o Naturalmente, in questi orti è impossibile ottenere un qualche raccolto invernale: i tunnel o la serra fredda non sono in grado di assicurare una minima termica sufficiente allo sviluppo, nemmeno ai radicchi e alle insalate, in genere le orticole più resistenti al freddo. Solo allestendo una serra riscaldata si può pensare di avere successo, ma il costo del riscaldamento rende decisamente anti-economica la coltivazione in montagna, soprattutto se l’inverno è gelido.
Per saperne di più: L’orto in clima fresco – Giardinaggio 6/2009
Foto: ©Giardinaggio

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