La potatura di mantenimento | VIRIDEA
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La potatura di mantenimento

La potatura di mantenimento

La potatura di mantenimento ha la funzione di conservare la forma della pianta, favorendone lo sviluppo vegetativo secondo le sue caratteristiche specifiche e di stimolare la produzione di fiori e frutti.
Indipendentemente dalla specie su cui si interviene, il primo passo consiste nell’eliminare le parti secche, malformate o comunque danneggiate, che si individuano già a prima vista. Si procede quindi al taglio dei rami, con mano più o meno leggera: ci sono infatti piante che hanno bisogno di potature energiche (viburni, spiree, ibischi, potentille, abelie, weigelie, per esempio), o addirittura drastiche (lagerstroemie, oleandri), e altre che richiedono invece interventi più contenuti (calicanto, cassia, lonicera).

Quando intervenire
La potatura di mantenimento va eseguita durante la stagione fredda (fine autunno-inizio primavera), quando le piante sono in riposo vegetativo; in particolare, in quelle a foglia caduca, essendo i rami nudi e con le gemme ben visibili, è più facile individuare correttamente i punti di taglio. Le piante di tipo sempreverde vanno invece rigorosamente potate in primavera.
Diversi sono i tempi di intervento quando poi la potatura riguardi le piante da fiore, per le quali occorre fare delle distinzioni in rapporto al periodo di fioritura:

  • le piante a fioritura primaverile vanno potate quando i fiori sono appassiti, in modo da convogliare le energie della pianta verso la produzione di nuove gemme a fiore per l’anno successivo. La potatura consiste nell’asportare interamente i rami fioriti, o semplicemente nell’accorciarli. Appartengono a questo gruppo: forsizie, spiree, serenelle, filadelfi, clematidi, Jasminum nudiflorum, Deutzia, Kerria, Hamamelis, Chaenomeles ecc.;
  • le piante a fioritura estiva vanno potate a fine inverno, al momento del risveglio vegetativo. Si tratta infatti di piante che formano le gemme a fiore sulla vegetazione dell’anno. La potatura consiste nell’accorciare a poche gemme i rami che hanno prodotto fiori nell’anno precedente.
    Fanno parte di questo gruppo: buddleia, Caryopteris, Perovskia, Abelia, Rhus, calicanto, Bignonia ecc.

Per saperne di più: E. Ferioli, Scuola di giardinaggio, Giunti 2009