La fragola | VIRIDEA
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La fragola

La fragola

La fragola (Fragaria vesca) è una pianta di aspetto cespuglioso, in grado di vegetare e produrre per diversi anni. La maggior parte delle varietà presenta la caratteristica di produrre stoloni, lunghi rami sottili e striscianti, i cui germogli, una volta radicati, danno origine a nuove piante. In aprile (oppure per tutta la primavera-estate nelle varietà rifiorenti) la fragola produce fiori a 5 petali bianchi con vistosi stami gialli, da cui entro un mese circa deriva il frutto (“falso frutto”). Esistono anche varietà a fiore rosa.
La raccolta inizia in marzo nel Sud, per poi spostarsi in aprile nel Centro e in maggio-giugno in Pianura Padana, terminando tra luglio e settembre sull’arco alpino. Al momento della raccolta, le fragole devono essere ben mature e presentare una uniforme colorazione rossa (la maturazione non prosegue dopo che i frutti sono stati raccolti). I frutti vanno raccolti con il picciolo, evitando urti o ammaccature che compromettono la conservabilità.
Oltre a contenere vitamina C, il frutto è ricchissimo di acido salicilico (il principio attivo dell’aspirina) che è in grado di rafforzare le difese naturali dell’organismo, allontanando il rischio di malattie da raffreddamento e infezioni in genere, ma anche reumatismi e artrite, e sciogliendo l’acido urico. L’abbondanza di minerali rende la fragola depurativa e disinfettante dell’intestino e delle vie urinarie, nonché energetica, remineralizzante, dissetante e rinfrescante grazie alle vitamine e ai sali minerali. I “semini” (dal punto di vista botanico sono i veri frutti, immersi nella polpa rossa) aiutano chi ha l’intestino pigro.

Ambiente
La pianta non ha particolari esigenze ambientali e può essere coltivata sia sulle coste che in pianura, collina o montagna, anche ad altitudini superiori a 1.000 m. Predilige temperature comprese fra 20 e 25 °C, condizioni di moderata ventosità e buona esposizione al sole. Nel periodo invernale ha un’ottima tolleranza alle basse temperature, mentre in fioritura è particolarmente sensibile ai ritorni di freddo, che determinano deformità nei frutti. Può essere coltivata bene anche in vaso.

Terreno
Buona è l’adattabilità al terreno, che deve comunque garantire un buon drenaggio (sono a rischio i suoli argillosi o compatti non adeguatamente sistemati). Se coltivata in vaso, il contenitore ideale è un vaso da appendere o un contenitore multitasca, in modo che gli stoloni e le fragole possano ricadere. Il terriccio migliore è quello specifico da orto, con un ottimo drenaggio sul fondo del vaso (ghiaia o biglie di argilla). Evitare le posizioni ventose.

Semina/trapianto
Si parte in genere dalle piantine da trapiantare. I trapianti si svolgono a luglio sull’arco alpino e prealpino, mentre dalla Val Padana in giù la messa a dimora avviene in primavera e anche in agosto-settembre. È importante evitare trapianti troppo profondi, causa di marciumi del colletto, e coprire bene l’apparato radicale.

Acqua
Nella fase post-trapianto, le irrigazioni devono essere molto ravvicinate anche se non molto abbondanti. Superata la crisi da trapianto, le annaffiature divengono più generose ma più diradate. Le piante in vaso richiedono per tutta la bella stagione acqua abbondante e piuttosto frequente.

Concime
Al momento delle lavorazioni del terreno si può somministrare concime organico, come letame maturo, compost o stallatico in polvere o pellet. Durante la coltivazione è utile l’apposito concime per fragole. In vaso è necessaria una concimazione ogni 10 giorni con un prodotto specifico per piante da orto (per esempio il concime per pomodori) oppure un prodotto specifico per fragole.

Note
L’impiego della pacciamatura (teli di plastica nera) consente un miglior controllo delle infestanti e una maggiore pulizia dei frutti. In prossimità della maturazione, per facilitare la raccolta ed evitare il contatto dei frutti con la plastica o la terra, è bene distribuire tra le file un po’ di paglia pulita e tritata sommariamente.

Abbinamenti
Nelle rotazioni la fragola segue normalmente le Leguminose (pisello, fagiolino ecc.), mentre è sconsigliato l’avvicendamento a Solanacee (peperone, melanzana, pomodoro, ecc.). Si può consociare a diversi ortaggi, come spinaci, cavoli e lattuga.

Altri utilizzi
La polpa della fragola possiede un pH uguale a quello della pelle, proprietà questa che la rende compatibile con la struttura chimica epidermica, e permette di rafforzarne le difese contro gli agenti esterni. Si può utilizzare ben schiacciata e mescolata con miele, limone o da sola per maschere nutrienti, schiarenti o rinfrescanti.

Varietà
Le fragolone giganti che oggi troviamo in commercio sono nate nel secolo scorso, grazie agli incroci tra fragole della Virginia e del Cile. Tra le varietà consigliabili ci sono Anabelle, molto produttiva, a frutti grossi, dolcissimi, da maggio a ottobre; Mara De Bois, dal sapore delle fragole di bosco, con frutti medi da maggio a ottobre; Charlotte, molto produttiva ed eccellente, con frutti grossi, dolcissimi, da maggio a ottobre; Alpine, con frutti prelibati dal sapore delle fragoline di bosco per molti mesi; Mount Everest, rampicante e rifiorente, ideale anche per la coltura in vaso su un balcone o in un piccolo giardino; e la fragola bianca Anablanca, una varietà di fragola di bosco di buona pezzatura e dal profumo intenso, da maggio a giugno.