Ilex aquifolium (Agrifoglio) | VIRIDEA
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Ilex aquifolium (Agrifoglio)

Ilex aquifolium (Agrifoglio)

L’Ilex aquifolium (o Agrifoglio) è un arbusto o piccolo albero sempreverde a crescita lenta. Si presta ad essere impiegato sia in grandi vasi, su terrazzi o balconi come esemplare singolo, ma anche in piena terra, dove può anche formare fitte siepi “difensive”. Le sue bacche rosse lo rendono poi, decisamente ornamentale.
La gamma è vasta, dalle piantine miniatura a quelle di media dimensione (altezza 50-70 cm circa). Nel tempo, in giardino diventa un grande arbusto, alto anche due o tre metri; in vaso rimane di dimensioni più contenute e compatte. Può essere usato anche per formare siepi.

FACILITA’ DI COLTIVAZIONE ♣♣♣♣♣
Pianta molto facile, resistente e durevole che vive bene anche in vaso. Dopo l’acquisto va rinvasato in un contenitore più largo e profondo di quello vivaistico; il vaso può essere in terracotta o plastica; per piante piuttosto grandi sono ottime anche le vasche in legno, che hanno funzione protettiva dal caldo e dal gelo.
Utilizzate un terriccio universale di alta qualità oppure un terriccio per trapianti, per fioriere o per piante mediterranee.

TEMPO NECESSARIO PER LA CURA ♣♣
Richiede poche attenzioni: ogni 3-5 giorni per le innaffiature, solo in primavera-estate. L’agrifoglio può essere potato ogni anno a metà primavera, regolando la lunghezza dei rami per conservare una forma compatta o per creare una silhouette geometrica, per esempio in forma di siepe o con chioma sferica.
Se necessario può essere potato nuovamente a fine estate.
L’agrifoglio in vaso richiede annaffiature regolari in estate; se il vaso è grande e profondo, è sufficiente innaffiare ogni 3-5 giorni se la pianta è al sole e solamente una volta al mese in inverno. Le piante in giardino sopportano bene la siccità, ma il primo anno sono più sensibili.
In piena estate è utile fare una doccia delicata sul fogliame, la sera, anche per asportare la polvere dal fogliame.
Ha un fabbisogno nutritivo moderato: va concimato da aprile a settembre ogni 12-15 giorni e da ottobre a marzo ogni 30 giorni.
Mai eccedere con la dose di concime: meglio poco che troppo, ma fornito con regolarità. Prima di concimare è bene inumidire il terriccio.

VALORE ESTETICO ♣♣♣♣
Le foglie possono essere verdi o con bordi bianco o giallo, oppure con screziature bianche e gialle. Le bacche sono rosse, presenti solo sulle piante femminili (è una specie detta dioica, con piante maschili e femminili).

Ambiente:
L’agrifoglio vive bene al sole ma tollera anche le posizioni in ombra, dove però la crescita è più lenta. Non teme le alte temperature estive, il vento caldo e l’afa.
Tollera il gelo; in vaso è più sensibile, conviene spostare il contenitore in un angolo soleggiato nei periodi di freddo intenso.

Abbinamenti:
Utilizzate l’agrifoglio per decorare le zone in ombra; è fra le poche piante che resistono bene anche senza sole, purché in zona luminosa. La crescita lenta ne fa una pianta ideale per vasi e fioriere, anche in gruppi con altre piante stagionali o piccoli arbusti. 

Il valore aggiunto:
L’agrifoglio rimane bello anche nelle posizioni più esposte all’aria satura di smog, causato dagli scarichi dei motori di automobili e camion.

Problemi e rimedi:

  • La pianta non produce bacche: può essere una pianta maschile, oppure manca una pianta maschile nelle vicinanze, affinché api e insetti utili possano trasportarne il polline.
  • Piante debole ed esile con rami lunghi e poche foglie: ambiente poco luminoso, vaso troppo piccolo in rapporto alla dimensione della pianta. Spostare in piena luce e rinvasare.
  • Insetti sul fogliame: cocciniglie. Ripulire le foglie e somministrare un insetticida anticocciniglia idoneo.

Curiosità: 

  • E’ tipicamente italiana, spontanea nel nostro Paese; una pianta considerata simbolo di vittoria contro la malvagità, emblema di forza e di difesa contro il male: non c’è pianta migliore per augurare un anno nuovo positivo e generoso.
  • Rappresenta la verità, comunica amore e affetto sincero. è simbolo di vita, rinascita, speranza, pace.
  • Ilex deriva dal greco antico, era il nome (di derivazione antichissima) con il quale la pianta era conosciuta e utilizzata anche dai Romani e dai popoli germanici.
  • In Inghilterra si usava il legno, duro e biancastro, per fare i pezzi degli scacchi bianchi. Dalla specie tropicale Ilex paraguariensis si ricava la yerba maté, una bevanda rinvigorente con proprietà terapeutiche che pare agiscano anche come prevenzione contro i tumori.