Il petauro dello zucchero | VIRIDEA
Un intero mondo dedicato alla natura, al giardino, alla casa e agli animali, che cambia al mutare delle stagioni e si tinge dei colori più diversi.
Il petauro dello zucchero

Il petauro dello zucchero

Il petauro dello zucchero è un animaletto affascinante dalle sembianze di un cartone animato, con gli occhioni grandi lucidi e tondi. È un piccolo marsupiale appartenente alla stessa famiglia degli opossum, proviene dall’Australia a dalla Nuova Guinea, ed è un animale arboricolo, in grado di effettuare voli planati, grazie alla presenza di una membrana che unisce gli arti anteriori con i posteriori. La coda è prensile. Ha vita notturna ed è molto attivo al crepuscolo. Il maschio si distingue per la presenza dello scroto, pendulo, anteriormente al pene, ed inoltre per un’area senza pelo ben evidente sulla testa. La femmina ha invece il marsupio nel quale accoglie i piccoli. In natura i maschi vivono in media 4 anni, e le femmine 5, ma allevati in casa possono raggiungere anche i 10-12 anni. Se allevato sin da piccolo è anche molto docile però, vista la particolarità della specie, non è adatto a bambini in troppo tenera età, consigliandolo maggiormente ai ragazzi adolescenti o agli adulti che sapranno dedicare alla cura del petauro un maggiore impegno.
Il trasporto fino a casa ed i primi giorni
Al momento dell’acquisto si dovrebbero fare alcune considerazioni etologiche: in natura il petauro vive in gruppi misti nei quali il solo maschio dominante si accoppia con le femmine; inoltre marca i maschi concorrenti con la propria urina. Pertanto si consiglia l’acquisto di un solo maschio con la compagnia di 2-3 femmine onde formare una famiglia, da alloggiare in una gabbia con base di 1×1 m ed altezza di almeno 1,5 m. Non è possibile tenere un solo soggetto che in preda all’apatia deperirebbe. Collocheremo la gabbia in un luogo tranquillo, senza troppo passaggio, al riparo dalle correnti di aria fredda e lontano dai caloriferi. La conquista della fiducia dei nostri nuovi amici sarà un processo graduale e paziente che ci gratificherà però con la soddisfazione di poter tenere in mano ed allevare animaletti tanto morbidi ed esotici. Essendo soggetti crepuscolari sarà opportuno non stressarli in piena luce ma piuttosto, dopo averli collocati in gabbia arrivati a casa, aspettare la sera dei giorni successivi per avvicinarli ed addomesticarli.
Le principali cure
I petauri necessitano di molto spazio per mantenere tonica la propria muscolatura. Dotiamo la loro gabbia di rami su cui possano arrampicarsi e fra i quali possano planare; e di una cassetta con un’apertura di 5 cm di diametro che funga da nido. La temperatura è bene che rimanga il più costantemente fra 18 e 24°C, poiché patiscono i colpi di calore e l’aria fredda. La maturità sessuale si ha a 10-15 mesi d’età, le femmine vanno in calore
a giugno-luglio e la gestazione dura 15-20 giorni, poi i cuccioli saranno alloggiati dal marsupio dal quale usciranno dopo 60-70 giorni. Lo svezzamento sarà completo solo al terzo mese di vita, pertanto prima non si potranno separare dalla madre perché non autosufficienti.
L’alimentazione
In natura i petauri si nutrono di insetti, foglie e gemme di acacia e di eucalipto, di nettare dei fi ori e della melata, cioè la secrezione zuccherina di alcuni insetti. In casa li nutriremo con frutti vari quali melone, anguria, fi chi, banane, mele, albicocche, pere, fragole ed aranci, oltre alla frutta esotica come kiwi, mango e papaia. Per facilità di reperimento, presso i negozi per animali, possiamo acquistare e somministrare ai petauri i nettari preconfezionati per i pappagalli lori. Può essere utile integrare con qualche foglia di eucalipto, raccolto al mare reperibile dai fiorai purché si sia sicuri dell’assenza di trattamenti con fitofarmaci! In gravidanza ed in lattazione è importante fornire alla mamma insetti vivi come grilli, larve del miele e della farina, spolverandoli prima con carbonato di calcio.
Norme sanitarie generali
I petauri devono stare in un ambiente tranquillo per cui non è consigliata la presenza di cani e gatti troppo vivaci nella stanza dove è situata la gabbia. Lo stress si manifesterebbe con alopecia ed autotraumatismo della coda. Il cibo troppo secco o esclusivo può provocare costipazione alla quale si può rimediare somministrando frutta fresca ricca d’acqua o succo e polpa di ananas. Non richiedono vaccinazioni particolari. Le visite dal veterinario specialista in animali esotici, ogni 3-4 mesi, possono assicurarci sul suo stato nutrizionale e sulla tonicità della sua muscolatura.

Dr. Marco Gentile
Medico Veterinario
Albo 1622 Torino