Il cucciolo è arrivato a casa - Viridea
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Il cucciolo è arrivato a casa

Il cucciolo è arrivato a casa

Il cucciolo è arrivato a casa! La gioia è tanta, i cuccioli sono così allegri che è impossibile resistere a questi batuffoli di pelo!

Da questo momento ne siamo responsabili e sta a noi capire come meglio educarlo e come farlo crescere sano ed equilibrato.
I primi mesi sono i più delicati ed importanti per la sua salute fisica e comportamentale: dovremo cercare di assicurare al piccolo tutte le necessità ed impegnarci al massimo affinché cresca forte e sereno.

La prima cosa di cui preoccuparsi è la sua salute: le malattie infettive del cane sono spesso mortali e la vaccinazione è l’unico mezzo di difesa. Per questo motivo dovremo recarci subito dal medico veterinario che provvederà non solo a vaccinare il cane, ma anche a sverminarlo. Per rintracciare il nostro cane nel caso lo perdessimo, ma anche perché la legge lo impone, dovremo chiedere al veterinario di mettere il microchip, che oggi sostituisce il tatuaggio.

Per assicurare al nostro amico a quattro zampe una corretta alimentazione, è meglio evitare le pappe fatte in casa e preferire un prodotto già pronto. Gli alimenti in commercio sono bilanciati ed adeguati alla sua età. In ogni caso potremo chiedere consiglio al nostro veterinario di fiducia. Due consigli importanti: il cucciolo deve mangiare almeno tre volte al giorno e sempre dopo i proprietari.

Per prevenire problemi di comportamento come paure ed aggressività, il cucciolo, non appena adottato dalla sua nuova famiglia, deve essere subito socializzato, cioè portato a contatto con tante persone, con cani di età e razze differenti e dovremo portarlo in ambienti differenti (città, campagna, mercati, bar, etc). In questo modo si abituerà al mondo che lo circonda ed avremo maggiori possibilità che diventi un individuo più equilibrato e tranquillo.

Per quanto riguarda la sua educazione, dovremo coinvolgere tutta la famiglia perché la coerenza di tutti è fondamentale. Per creare la giusta relazione con il nostro amico a quattro zampe dovremo preoccuparci fin dal principio della sua gestione, con gentilezza, ma coerenza. Il metodo migliore per educare un cane è quello di premiare tutti i suoi comportamenti corretti e desiderati.
Il cane impara meglio se viene premiato per il comportamento desiderato invece che punito per quello sbagliato.
Educare vuol dire indicare la via giusta, aiutare un individuo a comprendere quali sono i comportamenti corretti. Siamo sempre pronti a sgridare un cane, ma ci dimentichiamo troppo spesso di premiarlo quando si comporta bene.
Se spieghiamo al cane, premiandolo, cosa è giusto e cosa ci piace, lui ci capirà molto più in fretta e per noi sarà più semplice educarlo.
Per quanto riguarda l’educazione a sporcare fuori casa è bene ricordarsi che i momenti migliori per portare fuori il cucciolo sono: dopo la pappa, dopo il gioco e dopo il riposo. Non appena farà i suoi biosgni nel luogo prescelto, lo premiero con tante coccole e lodi.

I premi possono essere differenti: parole di lode (“bravo!” “bene!”); bocconcini prelibati (qualche cosa di speciale, ad es. premi per cani, wurstel di pollo, pezzetti di petto di pollo lessati, etc), un ottimo premio può essere il gioco (per alcuni cani è certamente il rinforzo più ambito), e non dimentichiamoci le carezze, ma solamente se il cane le apprezza veramente (non tutti i cani adottati da adulti, soprattutto se traumatizzati e spaventati, reputano le carezze un premio, fate quindi attenzione ed osservate il vostro cane).

Le punizioni devono essere il più possibile evitate e mai fisiche: un “No” secco e con voce decisa è più che sufficiente. La migliore punizione per un cane è però la nostra indifferenza. Il cane salta addosso per fare le feste? Incrociamo le braccia, ci giriamo e ce ne andiamo: lo puniamo con l’indifferenza. Solo se fa il bravo e non salta, riceverà tutte le nostre attenzioni.
Premi e punizioni devono giungere contemporaneamente o subito dopo il comportamento da premiare o inibire (entro un secondo). E’ inutile punire un cane per qualche cosa che ha commesso in nostra assenza: il cane capirà che lo sgridiamo, ma non il motivo, e continuerà quindi a comportarsi come prima. Dobbiamo coglierlo in flagrante e punirlo con un secco “No!”.

Quando si adotta un cane, se si prospetta che il cane dovrà restare solo a casa per alcune ore, è bene abituarlo fin da subito, anche se gradualmente.
Ricordiamoci che i cani sono animali sociali che hanno bisogno di compagnia, non possono essere lasciati da soli troppe ore. Se stiamo fuori casa tante ore dovremo quindi valutare la possibilità di tornare da lui in pausa pranzo oppure di trovare una persona che possa farlo in nostra assenza.

I cani necessitano di regole che li aiutino a comprendere quale ruolo devono avere all’interno della famiglia-branco. Il cane ci deve vedere come un leader giusto e affidabile, come la figura di riferimento per ogni necessità, come compagni di branco con cui collaborare. Questo lo possiamo ottenere cercando di comunicare con il loro linguaggio ed usando le loro regole di branco, per questo i cani:
– Devono mangiare solo dopo che la famiglia ha terminato.
– Devono dormire nella cuccia, e non sul letto o sul divano
– Dobbiamo essere noi a decidere quando è il momento di giocare e di interagire, e non viceversa

Dovremo essere coerenti in ciò che pretendiamo dal nostro cane, imparare a conoscerlo un po’ meglio e ad utilizzare i premi e la pazienza per aiutarli a comprendere come devono comportarsi.
Per impostare correttamente l’educazione e la gestione del nostro cucciolo, la cosa migliore è quella di recarci fin da subito in un buon centro cinofilo per frequentare le Puppy Class, cioè la scuola per cuccioli. Gli Educatori Cinofili che seguiranno il nostro piccolo, saranno in grado di fornirci ogni consiglio e di indirizzarci nella giusta direzione. Attraverso premi, giochi e tante carezze insegneremo al piccolo i primi esercizi di obbedienza, ma soprattutto impareremo a gestirlo, comprenderlo ed a prevenire problemi di comportamento.
Chi parte con il piede giusto è a metà dell’opera!
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