Euphorbia milii | VIRIDEA
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Euphorbia milii

Euphorbia milii

La famiglia delle Euforbiacee è vastissima, diffusa in ogni parte del mondo; comprende piante molto diverse, tra cui Hevea brasiliensis, l’albero dal quale si estrae il caucciù naturale. Anche il ricino, coltivato per ottenere l’olio e come pianta ornamentale, è un’Euforbiacea.

FACILITA’ DI COLTIVAZIONE ♣♣♣♣
Dopo l’acquisto la pianta va rinvasata al più presto in un contenitore di una o due misure in più; è possibile unire più esemplari in ciotole o cassette.
Sul fondo del contenitore occorre uno strato di biglie d’argilla espansa per favorire il drenaggio ed evitare ristagni idrici a livello radicale. Utilizzare un terriccio di alta qualità, universale o per piante fiorite.

TEMPO NECESSARIO PER LA CURA ♣
Ideale per chi ha poco tempo: la richiesta di attenzioni è modesta sia in casa che in balcone e giardino. La potatura si limita all’asportazione di parti secche o troppo sporgenti rispetto alla sagoma desiderata. E’ consigliabile indossare guanti protettivi per evitare di esporre la pelle al contatto con il lattice, che può risultare irritante su epidermidi sensibili; da evitare il contatto del lattice con occhi e bocca. Pianta poco esigente, si accontenta di innaffiature moderate, più abbondanti e frequenti in estate, avendo cura di non lasciare acqua stagnante nel sottovaso: quella rimasta dopo mezz’ora dall’innaffiatura va eliminata. Resiste alla siccità, ma perde foglie e fiori; meglio quindi evitare la totale aridità. In inverno è sufficiente conservare il substrato appena umido.
Euphorbia milii ha modeste esigenze in fatto di nutrimento. Può essere sufficiente concimare ogni 15 giorni in primavera/estate; da ottobre ad aprile è sufficiente metà dose ogni 30 giorni circa. Prima di concimare è bene inumidire il terriccio, se al tatto risulta asciutto.

VALORE ESTETICO ♣♣♣♣
Le euforbie di questo tipo si presentano con una bella fioritura che in genere è rossa, ma esistono anche varietà con fiori di colore rosa, albicocca, bianco panna, gialli o variegati, anche con sfumature rosa-verdi e con fiori molto più grandi rispetto alla specie selvatica. In genere sono piante di piccola dimensione, prodotte per essere utilizzate prevalentemente in vasi e ciotole o cassette, ma nei climi miti (lungo le coste, nelle isole e al Sud) questa euforbia cresce anche in terra, dove può assumere dimensioni fino a un metro e più, con un intrico di rami spinosissimi e moltissimi fiorellini.

Ambiente:
L’Euphorbia milii può fiorire tutto l’anno, anche in inverno, se ha molta luce e temperature fresche ma non fredde. La pianta teme i forti sbalzi di temperatura e i repentini cambi di esposizione che possono provocare la caduta del fogliame. Ama il sole e i climi caldi; non tollera il gelo intenso e va tenuta al riparo da correnti d’aria fredda.
Non teme l’afa estiva e ha resistenza alla siccità, anche se la carenza di acqua può far cadere i fiori e le foglie, che si riformano quando le radici ritrovano sufficiente umidità. In casa preferisce molta luce e clima fresco; in balcone e giardino può vivere bene anche in posizioni soleggiate.

Abbinamenti:
Nel vaso è possibile unire più esemplari; in ciotole larghe può convivere con piante amanti del sole (piccoli cactus, portulaca…)

Problemi e rimedi:

  • I fiori e le foglie cadono: varie cause (eccessiva aridità, colpo d’aria fredda, stress da cambiamento ambientale). Può riprendersi se trova un ambiente idoneo e corrette irrigazioni.
  • Piccoli insetti bianchi, immobili: cocciniglie, somministrare subito un prodotto anticocciniglia.
  • Foglie macchiate di nero o di giallo: malattia fungina causata da ristagno di umidità. Asportare i resti di foglie secche dal terriccio, creare arieggiamento e utilizzare un prodotto fungicida, ripetendo tre volte a distanza di 20 giorni circa.

Curiosità: 

  • Nella tradizione cristiana la pianta, nota anche come “corona di Cristo”, esprime un omaggio simbolico al coraggio di Gesù Cristo; la fioritura è simbolo di speranza e di rinascita anche nelle antichissime tradizioni popolari della sua terra d’origine, il Madagascar.
  • Il nome “euforbia” è in omaggio a un medico africano dell’antichità, Euphorbos, che studiò i principi tossici presenti nel lattice che fuoriesce dai tagli dei fusti (da effettuare indossando guanti protettivi); “milii” viene da Milius, governatore dell’isola di Reunion, che introdusse la pianta in Francia nel 1821, dove creò grande curiosità.
  • I colori della fioritura sono variabili anche in natura, dal bianco al rosso: questo ha favorito il lavoro degli ibridatori e la nascita di molte varietà in colori diversi.
  • Parla di speranza, di forza d’animo, di coraggio, esprime la capacità di ritrovare forza e bellezza superando le avversità.

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