Epifillo | VIRIDEA
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Epifillo

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Chiamato anche “lingua di suocera”, l’epifillo (Epiphyllum ackermannii) è una Cactacea che richiede un certo spazio, vista la lunghezza dei fusti, che possono essere legati solo d’inverno, per impedire danni da intemperie se rimane all’aperto o ridurne il volume se si ricovera la pianta in un posto dove c’è poco spazio.
Originario delle foreste tropicali dell’America centrale, è caratterizzato da fusti succulenti, appiattiti e allungati, di colore verde intenso, lunghi fino a 80 cm, incapaci di sostenersi da soli e quindi ricadenti se viene coltivata in vasi appesi, con margini dentellati o ondulati e ornati da sottili spine (foglie trasformate). Lungo i margini, sui fusti più vecchi tra aprile e agosto, sbocciano fiori a forma di imbuto, grandi (fino a 18 cm di diametro), rossi in E. ackermannii, bianchi, gialli, rosa, viola o bicolori nelle varietà; durano un solo giorno ed emanano un odore non gradevole che nelle loro terre d’origine serve per attirare specifici insetti impollinatori. A volte, però, si rifiutano ostinatamente di fiorire per anni, finché le radici non avranno occupato tutto il vaso, evidentemente troppo grande. Ne esistono numerosissimi ibridi che si diversificano per il colore dei fiori, che copre tutta la gamma cromatica tranne il verde, il blu e il marrone.

Utilizzi
È la pianta perfetta per la vita in vaso appeso, ma anche in un contenitore in cima a un pilastrino o su un muretto: i suoi fusti ricadenti avranno il giusto spazio per espandersi e i fiori potranno essere ammirati da tutte le direzioni.

Ambiente
Raramente, proprio per il portamento dei fusti che striscerebbero sul terreno, si coltiva in piena terra, e comunque ciò è possibile solo nelle zone costiere più miti del Sud Italia e lungo la costa tirrenica, in un luogo riparato dai venti freddi e ben soleggiato dall’autunno alla fine dell’inverno e a mezz’ombra dalla primavera alla fine dell’estate. Normalmente si alleva in vaso, soprattutto in tutte le altre zone italiane, spostandolo in esterni da aprile a ottobre, sempre a mezz’ombra perché non ama l’esposizione diretta ai raggi del sole, se non per 4-5 ore al giorno durante l’estate (di prima mattina o nel tardo pomeriggio). La posizione deve comunque essere molto luminosa; l’ideale è appendere il vaso ai margini di un pergolato o di un portico, al riparo dal sole e dai forti venti che, oltre a far ondeggiare pericolosamente i vasi, potrebbero danneggiare i delicati fiori. Teme minime inferiori a 5 °C, sopporta massime molto elevate (+50 °C). D’inverno deve essere collocato in un luogo fresco (temperatura ideale fra 8 e 12 °C).

Terreno
Si alleva in un vaso di plastica o di terracotta, da tenere appeso o in posizione soprelevata in modo che i fusti ricadano liberi (in questo caso bisogna appesantire il contenitore con sassi appoggiati sul terriccio per evitare rovesciamenti dovuti al vento), con diametro compreso fra 14 e 24 cm a seconda delle dimensioni della pianta. Non deve vivere in un vaso troppo grande, altrimenti non fiorisce. Si rinvasa ogni 3-4 anni in primavera in una misura in più. Il terriccio deve essere leggero e molto drenante, formato da terra fertile (come il terriccio per piante da fiore) mescolato a un poco di sabbia grossolana e lapillo vulcanico a grana fine. Richiede drenaggio perfetto per evitare marciumi radicali (ghiaia o biglie d’argilla sul fondo del vaso).

Acqua
Si annaffia da aprile a settembre in modo abbondante e regolare, ma solo dopo che il substrato si è ben asciugato; sospendere le annaffiature negli altri mesi.

Concime
Si concima da aprile ad agosto ogni 15 giorni con un prodotto specifico per piante grasse nell’acqua d’irrigazione.

Note
È una pianta epifita, in natura nei suoi ambienti d’origine cresce cioè sulla corteccia degli alberi tropicali, da cui fa pendere gli steli piatti, divisi in pezzi di fusto che, se cadono, emettono radici dal nodo. Fateli asciugare per una settimana e poneteli in un vaso con sabbia, senza bagnare finché non notate un segnale di crescita: avranno attecchito e formato radici.

Abbinamenti
Talmente bello ed “eccessivo” che non può essere abbinato a nessun’altra pianta.

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