Dry gardening, le piante che non hanno sete | VIRIDEA
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Dry gardening, le piante che non hanno sete

Dry gardening, le piante che non hanno sete

Il dry garden è un tipo di giardino arido popolato da cactus e altre specie dal fabbisogno idrico minimo che sta conoscendo un crescente successo nel mondo. In Italia il dry garden trova il suo ambiente ideale in considerazione della continua e costante riduzione di piogge nel periodo estivo.
Particolarmente adatto per una casa al mare, il dry garden piace anche in città perché facile da curare e particolarmente scultoreo e sofisticato nel suo design.

Si possono utilizzare succulente che resistono al freddo, oppure allestire giardini con i cactus lasciati in vaso, nascondendo in contenitori in ghiaia o biglie d’argilla; in autunno si potranno trasferire le piante più sensibili in una serra o altro ambiente protetto dal gelo.

Pochissima acqua, pochissimo concime, attenzioni minime, e in cambio un vero spettacolo di forme e di colori, di grande attualità ora che si parla molto di risparmio idrico e di giardinaggio ecosostenibile. Questi sono gli importanti requisiti che accompagnano la vita della maggior parte delle piante grasse, quelle che comunemente chiamiamo “cactus”, e delle succulente, molte delle quali sono spesso presenti nei nostri balconi e giardini (tutti i cactus fanno parte della tipologia “piante succulente”).
In effetti l’acqua è un tesoro sempre più a rischio. I cambiamenti climatici, hanno portato a una seria riduzione delle piogge, il che porta l’attenzione proprio sulle piante meno esigenti in fatto di risorse idriche. E poi, i cactus e le succulente sono splendide: le forme sono affascinanti e perfette anche in poco spazio, sul balcone o in casa. Alcune piante offrono fiori affascinanti, un vero regalo che racconta la grande forza della natura.

Consigli preziosi:

  • Il trapianto di un piccolo cactus spinoso può essere agevolato dall’uso di una striscia di carta o cartoncino per sollevare l’esemplare e ricollocarlo nel nuovo contenitore aiutandosi con una matita. Nel caso di grandi esemplari, si avvolge la chioma spinosa con una tela di sacco, appoggiando il contenitore su un lato per aiutare l’uscita delle radici.
  • Le piante grasse vanno ripulite periodicamente dalla polvere lavorando pazientemente con un pennellino tra le spine. In questo modo è anche possibile asportare le cocciniglie, parassiti che colpiscono facilmente i cactus e che si presentano come ciuffetti bianchi immobili; sono molto dannose, rovinano la salute e la bellezza delle piante.