La corretta ossigenazione dell’acquario

Le piante e la corretta ossigenazione dell’acqua dell’acquario vanno di pari passo. La funzione più importante delle piante verdi e delle alghe è la fotosintesi clorofilliana, cioè una reazione che, utilizzando la luce solare, produce sostanze organiche in virtù della presenza in esse di un pigmento chiamato clorofilla. La parola scientifica “fotosintesi” è il risultato dell’ unione di due parole greche: “fotos” e “synthesis” per significare letteralmente la formazione di composti ad opera della luce. La clorofilla, che analogamente è il corrispondente del sangue degli animali, prende il suo nome sempre da due vocaboli greci: “cloros” e “phyllon” per indicare una “sostanza verde presente nelle foglie”.

Nella fotosintesi i due reagenti principali sono l’acqua e l’anidride carbonica, ed il prodotto è il glucosio, cioè uno zucchero. Durante lo svolgimento della reazione si libera un gas di scarico che è l’ossigeno, pertanto si può dire che la fotosintesi clorofilliana che avviene negli acquari ad opera delle piante illuminate è la responsabile dell’ossigenazione dell’acqua. Ossigeno che deve essere presente, in forma disciolta nell’acqua, per permettere la respirazione dei nostri pesci.

Esistono poi pesci che necessitano per vivere di acque correnti molto ricche di ossigeno come ad esempio le trote presenti nei torrenti di montagna, ed altri abituati a vivere in acque stagnanti e povere di ossigeno come ad esempio il Betta splendens, cioè il cosiddetto pesce combattente che può vivere anche in modesti acquari privi di vegetazione.

Non solo i pesci tuttavia necessitano dell’ossigeno, molti piccoli esseri viventi dell’ acquario, benché non inquilini principali, hanno bisogno di esso:ad esempio le chioccioline utili a ridurre l’eccessiva proliferazione di alghe, i vermi oligocheti introdotti come esche vive, le artemie saline, le dafnie ed i micro-crostacei utilizzati come cibo vivo per alcuni tipi di pesce con maggiori esigenze alimentari. E la mancanza di ossigeno significa morte per asfissia.

Ma altri esseri viventi invisibili ai nostri occhi utilizzano l’ossigeno libero nell’acqua: sono i batteri, per lo più aerobi. fondamentali in un acquario di acqua dolce o marina per riciclare le sostanze organiche, decomporre eventuali organismi animali o vegetali morti, distruggere gli avanzi sempre ingenti di cibo e gli escrementi dei pesci medesimi.

Le piante e le alghe stesse poi respirano: ciò significa che durante le ore di luce diurna la quantità di ossigeno consumata è nettamente inferiore a quella di ossigeno prodotta, ma di notte in assenza di fotosintesi clorofilliana, le piante bruciano ossigeno e producono anidride carbonica.

Le piante nel nostro acquario garantiscono pertanto l’equilibrio tra la fotosintesi e la respirazione, che è il processo opposto.

Qualora poi optassimo, in modo meno naturale, di arredare il fondale del nostro acquario con piante artificiali, oggi molto varie, belle e di notevole effetto scenografico, dovremo provvedere la vasca di un ossigenatore artificiale che produce bollicine disciogliendo nell’acqua l’ossigeno necessario.

 

Dott. Marco Gentile
Medico Veterinario
Albo 1622 Torino