Concimazione delle piante acidofile | VIRIDEA
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Concimazione delle piante acidofile

Concimazione delle piante acidofile

Per le piante acidofile sarebbe buona norma, ancor prima di realizzare un giardino di nuova progettazione, controllare il livello di pH del suolo con uno specifico kit, in grado di stabilire se esso è più acido o più alcalino, così che sia possibile intervenire in un senso o nell’altro per aggiustarne i valori. Il pH del suolo è un indice che si misura in una scala che va da 1 a 14, anche se in pratica la maggior parte dei terreni si trova fra pH 3,5 e pH 9,5.

Intorno a pH 7 il suolo si dice neutro, mentre i valori che sono sotto pH 7 sono detti ‘acidi’ e quelli sopra ‘alcalini’. Molte delle piante che vivono sulla faccia della terra gradiscono un ambiente neutro, ma anche un certo grado di acidità o di alcalinità viene tollerato. Viceversa, esistono alcuni gruppi di specie – ornamentali od orticole – che stentano a crescere o addirittura muoiono se il pH non è decisamente acido o alcalino. In questo modo esistono piante neutrofile (la maggioranza), basofile (o calcifile) e acidofile. In particolare, quest’ultimo gruppo comprende specie di grande notorietà nel settore della flora ornamentale, tanto che è ormai entrato nel linguaggio comune orticolo l’appellativo ‘le acidofile’, con specifico riferimento soprattutto ai generi camellia, Rhododendron (con le azalee), Hydrangea (nella foto), Kalmia, Calluna, Vaccinium, Pieris, Enkianthus ed Erica (con non poche specie).

Per tutte queste piante, se le vogliamo vedere prosperare e fiorire in abbondanza, è opportuno o addirittura necessario incorporare dei concimi speciali nel terreno che sia eventualmente un po’ troppo alcalino o neutro. Molto spesso si tratta di miscele di torbe acide, integrate con materiali organici (cornunghia), argilla e altri microelementi. Ancora più spesso il terriccio proposto è formato da torba bionda di sfagno, con l’aggiunta di terra di brughiera e di un substrato acidoso derivato da fermentazioni di materiali organici e letame. Le dosi, ovviamente, sono indicate sulle confezioni in commercio, ma occorre sempre restare nei limiti indicati per non incorrere in altri problemi.