Coltivare un orto senza residui chimici | VIRIDEA
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Coltivare un orto senza residui chimici

Coltivare un orto senza residui chimici

Coltivare un orto senza residui chimici alla ricerca dell’orto perfetto: cosa serve e cosa no per mangiare in modo sano spiegato in 6 veloci punti.

  1. È possibile produrre bene, utilizzando solo concimi Bio?
    La carenza di sostanza organica è normalmente la prima causa di scarsa produzione negli orti. È possibile produrre bene anche utilizzando unicamente concimi Bio, a patto di utilizzarli con generosità: non basta un pugno di stallatico per ottenere buoni risultati! L’ideale sarebbe apportare ogni anno 3-6 Kg per mq di letame maturo (di al-meno un anno), anche in buca al trapianto, con l’aggiunta di un buon concime organo minerale Bio a pronto effetto (se necessario). In alternativa, Stallatico pellettato e pollina+ Compost o terriccio di buona qualità+ concime organo minerale Bio. Un ottimo sistema è quello di utilizzare saltuariamente anche un mix di prodotti naturali come Cornunghia, Melasso, Agrogel, Panelli di ricino e Neem, Alghe, Humus di lombrico, ecc. Se le piante sono in crisi, o hanno sviluppo stentato, possono essere “aiutate” con il letame macerato in acqua.
  1. I concimi chimici sono sempre da evitare?
    Se il nostro terreno è molto fertile ed arricchito costantemente con sostanza organica, i concimi chimici non sono indispensabili. In quelli poveri, invece, insieme a fertilizzante organico e compost, un pugno di concime chimico minerale ternario in buca è sempre utile, specialmente per gli ortaggi da frutto. É comunque bene non eccedere, per non danneggiare lombrichi e microrganismi utili del suolo. Evitare l’abuso di Urea e Nitrato Ammonico, che rendono le piante più suscettibili alle malattie ed agli stress climatici e peggiorano la conservabilità ed il sapore degli ortaggi.
  1. Insetticidi e fungicidi chimici sono pericolosi?
    L’utilizzo indiscriminato, negli orti, di prodotti chimici di sintesi, ha molte potenziali controindicazioni: rischio di presenza di residui chimici al momento della raccolta, inquinamento per deriva delle piante confinanti con quelle trattate (magari pronte per il consumo), danneggiamento dell’ecosistema, contatto frequente con prodotti da manipolare con attenzione. Per questo è preferibile basare la difesa dell’orto sui prodotti Bio, lasciando solo per le situazioni di emergenza l’eventuale intervento con agrofarmaci di sintesi. È infatti importante sapere anche che, tra i prodotti agrofarmaci oggi a nostra disposizione, per la difesa dell’orto, ne esistono diversi a tossicità estremamente ridotta, che applicati responsabilmente sulle nostre piante, ne permettono il consumo dopo pochi giorni, senza alcun pericolo per la salute. Dobbiamo assolutamente ricordarcene in previsione di periodi piovosi prolungati, quando risparmiarci un intervento preventivo con un antiperonosporico non dilavabile, può significare perdere in pochi giorni tutto il raccolto. A quel punto i pomodori dovremo andare a comprarli e state pure certi che, quelli, di trattamenti, ne avranno ricevuti molti di più (con prodotti magari poco tossici, ma noi lo ignoriamo!) e non sappiamo se siano stati rispettati o meno i tempi di carenza! È in questi casi che si corrono degli effettivi rischi se non si rispettano i tempi indicati sull’etichetta dei prodotti, affinché non restino residui dell’agrofarmaco, sempre potenzialmente pericolosi per la salute.
  1. I prodotti fungicidi ed insetticidi Biologici sono sicuri?
    I prodotti agrofarmaci Biologici, ci permettono di gestire la difesa dell’orto con maggiore serenità e rispetto dell’ambiente, ma vanno comunque maneggiati con cura, rispettando le indicazioni e non dimenticando che anch’essi hanno dei periodi di carenza da rispettare. L’abuso ha comunque un impatto negativo: in alcuni casi può generare fenomeni di resistenza nei patogeni, per cui i prodotti in futuro risulteranno inefficaci, in altri l’accumulo nel suolo può avere conseguenze nefaste per i microrganismi utili (pensiamo al rame che può portare a sterilità Biologica del suolo). Per questo, per una difesa completa, i prodotti Bio andrebbero alternati tra loro ed integrati con prodotti naturali che rinforzino le piante, stimolandone le autodifese, come Equiseto, Chitosano, Alghe, ecc.
  1. Le piantine o i semi Biologici garantiscono prodotti più sani?
    Per rendere sempre più facile la coltivazione dell’orto, è importante che i materiali di partenza, siano essi semi o piantine, siano sani e privi di patogeni. Differentemente, le patologie presenti su semi o piantine, in campo, si allargherebbero rapidamente, creando danni irreparabili, o rendendo necessario il ricorso a prodotti agro farmaci curativi. Che il seme o le piantine provengano da agricoltura Biologica od integrata, se sono privi di patogeni, per il consumatore in realtà non cambia molto: in entrambi i casi, al momento della raccolta dei nostri ortaggi, nessun prodotto utilizzato per proteggerle, sarà più presente su di essi. Un fatto da considerare è che, nella VERA coltivazione Biologica, senza utilizzo di prodotti chimici è impossibile garantire piantine prive di patogeni, per questo, Orto Mio non produce, attualmente, piantine Biologiche. È importante potere usufruire di piantine con resistenze alle principali malattie, quelle che facilitano alla lotta Biologica nell’orto e permettono di limitare od azzerare l’utilizzo di agro farmaci chimici. Questa resistenza alle malattie dipende dalle varietà utilizzate e la stragrande maggioranza di queste non sono disponibili certificate Bio.
  1. E i diserbanti chimici?
    Nell’orto di famiglia è sempre bene evitare l’utilizzo dei diserbanti chimici, che non sono indispensabili per la buona riuscita dell’orto. Per chi volesse risparmiarsi la zappatura, si potrà ovviare con l’utilizzo di pacciamatura scura in plastica, cartone, trucioli, ecc.
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