Coltivare un orto: posizione ed esposizione | VIRIDEA
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Coltivare un orto: posizione ed esposizione

Coltivare un orto: posizione ed esposizione

Coltivare un orto non è difficile, ma è necessario seguire alcune regole di base e tra queste di sicuro ci sono 4 fattori determinanti:
La luce: la maggior parte delle piante da orto necessitano di esposizione in pieno sole per almeno 7 ore al giorno per dare i migliori risultati.
Il terreno: deve essere ben drenato, ricco di sostanza organica, apportata frequentemente. Superficie priva di avvallamenti che provocano dannosi ristagni idrici.
L’acqua: deve essere facilmente accessibile e sempre disponibile. Gestirla al meglio, senza ec-cessi né carenze, permette uno sviluppo sano e rigoglioso degli ortaggi.
Il meteo: favorevole o avverso, contribuisce a rendere più semplice o difficoltoso il conseguimento del successo finale. È buona abitudine seguire le previsioni del tempo per regolarci sulle semplici azioni da mettere in atto, ad esempio prima di un periodo molto piovoso o particolarmente siccitoso.
POSIZIONE E ESPOSIZIONE
L’orto ideale, è baciato dai raggi del sole per la maggior parte della giornata. Cercheremo quindi di evitare di posizionare l’orto sul lato nord di un’abitazione o sotto l’ombra di grandi alberi per gran parte del giorno. Anche nella scelta della posizione su dove collocare gli ortaggi e degli spazi da destinargli all’interno dell’orto, è bene porre una certa attenzione, onde evitare di farsi prendere la mano, perché qualora troppo fitte, le piante faticano ad esprimere al meglio il proprio potenziale produttivo. Si consideri che le piante con forte accrescimento verticale, come pomodori, cetrioli, fagioli rampicanti, ecc. se posti dal lato più vicino alla fonte luminosa, crescendo potrebbero rappresentare una barriera ai raggi solari per le specie più basse. Le specie a ciclo rapido come lattughe e lattughini da taglio, spinaci, ravanelli, rucola, cavoli a cuore, cavoli rapa, prezzemolo, ecc. si possono posizionare utilmente anche al fianco di piante più vigorose e tardive, trapiantandole nel medesimo momento, perché completeranno il loro ciclo prima di poter subire gli effetti negativi della competizione per la luce o sopporteranno discretamente un leggero ombreggiamento nel periodo finale della produzione.
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