Cappero | VIRIDEA
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Cappero

Cappero

Il cappero (Capparis spinosa, della famiglia delle Capparidacee), piccolo arbusto da tutti conosciuto per l’impiego in cucina,  ha fiori, molto belli di colore bianco rosato e con numerosi e lunghi stami viola. La pianta fiorisce in estate e i fiori sbocciano la sera per appassire nella tarda mattinata del giorno seguente. Il frutto è una bacca allungata, dapprima verde poi rossiccia, contenente numerosi semi nerastri.
Ne esistono parecchie cultivar, fra le quali si ricordano la Nocellara (C. spinosa var. inermis), coltivata solo a Pantelleria, la Marocchina, tipica del Nord Africa, la Salina, che si trova nelle isole Eolie e soprattutto nella verde isola di Salina, e infine la Spagnola, coltivata nella Penisola iberica.
A scopo gastronomico si usano i boccioli presenti a partire della primavera fino alla fine dell’estate, raccogliendoli la mattina e quando sono ancora chiusi e acerbi. Si possono anche cogliere e trattare alla stessa maniera dei boccioli anche i frutti (chiamati “cucunci”).
I capperi più saporiti sono quelli più piccoli, ma quelli freschi non presentano alcun aroma particolare ed è solo in seguito ai processi enzimatici che si attivano con la conservazione sottaceto o sottosale che i boccioli acquistano il loro piacevole aroma leggermente piccante.
Ambiente
Tipica pianta mediterranea, cresce in luoghi caldi e molto assolati, anche abbarbicandosi su vecchi muri e rocce. L’esposizione del punto di coltivazione a Sud è anche la condizione per rendere possibile in settentrione la sopravvivenza della pianta durante la stagione invernale. Nel Nord Italia, infatti, in autunno è necessario proteggere le piantine giovani dal freddo e dall’umiditò. La pianta adulta invece è molto più resistente, tanto che ne esistono esemplari persino sulle pareti del Castello Sforzesco a Milano e sulle mura di tufo delle colline del Monferrato in Piemonte.
Terreno
Condizione essenziale per la sua coltivazione è un terreno arido e calcareo, anche sassoso o molto povero, ma assolutamente privo di umidità; sul fondo della buca va posto un abbondante strato di ghiaia grossolana come drenante. Ideale la coltivazione delle piantine su muretti a secco soleggiati. Per allevarlo in vaso, se si utilizzano piante provenienti da seme, il contenitore dovrà essere particolarmente profondo per assicurare lo sviluppo dell’imponente apparato radicale; è comunque preferibile un vaso in terracotta, più alto che largo, di diametro minimo 24 cm per una pianta con steli alti 20 cm. Il substrato deve essere leggero e poroso, a base calcarea, per esempio metà substrato per piante grasse e metà sabbia, con un ottimo drenaggio sul fondo del vaso.
Semina/trapianto
Tre sono i sistemi per ottenere le piantine: acquisto di pianticelle giovani, oppure moltiplicazione per seme o per talea, in autunno. Nel primo caso, bisogna appoggiare le capsule dei semi semiaperte sul substrato, innaffiando a giorni alterni: nell’arco di un mese nasceranno le prime piantine che inizialmente crescono molto lentamente. Se si moltiplica per talea (porzione di un ramo), essa va posta in un vaso capiente colmo di una miscela di terra leggera e sabbia, mettendo poi a dimora la pianta nella primavera successiva.
Acqua
Le annaffiature sono necessarie solo nelle prime fasi di sviluppo delle piantine. Poi per le piante in piena terra diventano non solo inutili, ma anche potenzialmente dannose. In vaso annaffiate solo nei periodi più caldi, all’occorrenza (cioè quando le foglie iniziano a sembrare sofferenti).
Concime
Il cappero non ha bisogno di concime: solo su terreni veramente molto poveri si può distribuire qualche granulo di concime, in ottobre.
Note
Il cappero è una pianta che non ha bisogno di nulla se nasce spontaneamente in piena terra e lì rimane, ma è delicata se viene acquistata e trapiantata; è soprattutto il substrato a fare la differenza, perché non tollera una terra fertile o pesante e argillosa.
Abbinamenti
Le piante adulte nei climi mediterranei emettono lunghi tralci (oltre 1,5 m) che ricadono copiosamente se la pianta è in posizione soprelevata, oppure strisciano sul terreno per un raggio notevole. Gli esemplari in vaso si fermano invece intorno agli 80 cm di lunghezza: i capperi possono essere coltivati anche in vasi appesi, come ricadenti.
Altri utilizzi
In erboristeria si trovano preparazioni a base di cappero utili per la cura delle vene varicose e di altri problemi legati alla circolazione del sangue.

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