Cane San Bernardo, un gigante buono | VIRIDEA
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Cane San Bernardo, un gigante buono

Cane San Bernardo, un gigante buono

Il Cane San Bernardo, famoso e simpatico cane di San Bernardo discende dal mastino tibetano ed è giunto sulle Alpi almeno duemila anni fa portatovi dagli antichi colonizzatori romani che già nell’urbe allevavano il mastino come potente cane da guardia e difesa. Tuttavia la prima comparsa secondo le sembianze attuali, che noi conosciamo, risale al 1350 quando, in pieno Medioevo, è raffigurato su di uno scudo elvetico.

La celebrità del cane di San Bernardo comunque inizia nel 1659 quando i monaci presenti all’Ospizio del valico italo-svizzero del Gran San Bernardo adottano questo forte e volenteroso molossoide per fargli tirare i carretti che portavano i pesanti bidoni del latte. I monaci negli anni migliorarono geneticamente la razza, vista ed apprezzata la sua viva intelligenza, ed avendo notato che le sue zampe larghe e piatte affondavano poco nella neve alta e fresca: particolare molto prezioso in un contesto montano di forti nevicate.

La razza originale fu incrociata e rinvigorita con sangue di Alani, Pastori dei Pirenei e Terranova ed i soggetti ottenuti furono addestrati a cercare in montagna le persone assiderate o sorprese da slavine e bufere, liberarle dalla neve scavando con energia e riguardo, e scaldarle col fiato ed il calore corporeo della sua grande mole e col lungo folto pelo, nonché ritornare al monastero per dare l’ allarme ai monaci.

Pare si tratti di leggenda che al collo dei San Bernardo i frati legassero la famosa botticella di grappa … ma è storia vera che negli anni questi cani salvarono almeno tre mila persone. I cani di San Bernardo annoverano tra di loro anche uno sfortunato eroe: Barry salvò dalle nevi quarantaquattro persone ma purtroppo fu poi ucciso dalla quarantacinquesima che in mezzo alla bufera ed in preda al panico lo aveva scambiato per una belva feroce. A Parigi in segno di riconoscenza è stato eretto un monumento al Cane di San Bernardo.

Lo standard di razza prescrive un’altezza al garrese mai inferiore ai 70 cm, con un peso che va dai 50- 55 kg. in su. Il mantello caratteristico bianco con pezzature rosse è presente nella varietà a pelo lungo ed a pelo corto.

Un gigante buono: un cane da leggenda bisognoso di giusti spazi!

Dott. Marco Gentile, Medico Veterinario,  Albo 1622 Torino