Cactus: una spina nel cuore | VIRIDEA
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Cactus: una spina nel cuore

Cactus: una spina nel cuore

Chic, scultorei, esotici e anche super facili: i cactus colpiscono al cuore, si fanno amare nella loro scorbutica veste (non sempre) spinosa. E vivono con noi in casa e in ufficio regalando bellezza e ripulendo l’aria.

Sono tanti quelli che hanno una spina nel cuore: parliamo di spine che non fanno male e anzi divertono, affascinano e decorano gli ambienti. Sono le spine dei cactus, piante dalla forza incredibile, capaci di adattamento a condizioni estreme come quelle dei deserti… e delle nostre case, dove molte altre piante non riescono a sopravvivere.

Cactus o succulente?
Chi ama queste creature vegetali dall’aspetto curioso dovrà conoscere alcuni semplici elementi di botanica per meglio rispettare le loro esigenze e ottenere un buon risultato. Prima di tutto, non vanno confusi i cactus con le succulente: i primi sono le specie che fanno parte dell grande famiglia delle Cactacee, vengono quasi tutti dal Centro America, possono essere con o senza spine, minuscoli o giganteschi, tutti temono il freddo e l’umidità persistente. Le succulente sono invece le piante di varie famiglie che presentano la caratteristica di avere foglie “cicciotte”, capaci di conservare a lungo acqua al loro interno, come le aloe, le agavi, le euforbie e tante altre piante che non sono cactus. Alcune succulente resistono al freddo intenso, per esempio i semprevivi, con le loro rosette di foglie che sopravvivono anche all’aperto sulle Alpi.

Quali sono i cactus super facili?
Coltivare cactus in casa e in ufficio è un’attività divertente e semplicissima, ma chi è alle prime armi e ha davvero poco tempo dovrà scegliere le specie super facili. Non lasciatevi spaventare dal nome a volte complicato: Aporocactus, astrofito, Cereus lo sferico Echinocactus o cuscino della suocera, Gymnocalycium (i cactus con la “testa” rossa o gialla) e l’Epiphyllum o lingua di suocera, che regala grandi fiori, sono solo alcuni dei cactus più resistenti, ideali in casa e in ufficio. Fra le succulente che non appartengono alle Cactacee ci sono le indistruttibili aloe, le kalanchoe dai fiorellini colorati, le crassule e i tanti tipi di Sedum, Echeveria e euforbia. Un consiglio importante: al momento dell’acquisto fatevi sempre dire di che cactus si tratta, richiedete il nome botanico e segnatevelo per non dimenticarlo: sarà utile per trovare su libri e sul web i suggerimenti per coltivare bene la vostra creatura spinosa.

Poche regole… ma indispensabili
I cactus e le succulente richiedono solo pochi minuti di attenzione. In inverno può bastare un mezzo bicchiere d’acqua una volta al mese; in estate le irrigazioni dovranno essere più frequenti, anche ogni due o tre giorni se i vasi sono in balcone al sole. Indispensabile una posizione molto luminosa, possibilmente fresca, lontano da fonti di calore e correnti d’aria. Tenete a portata di mano un pennellino morbido e periodicamente utilizzatelo per pulire bene e asportare la polvere tra le spine. Il nemico peggiore? L’umidità eccessiva: dopo aver innaffiato, l’acqua non deve ristagnare nel sottovaso per più di 15 minuti, e prima di bagnare tastate con le dita il terriccio: deve essere del tutto asciutto.

Belle e utili
Le piante grasse, che siano cactus o succulente, sono ottime compagne per la vita in casa e in ufficio. Alcune, come aloe e sansevieria, riescono ad assorbire sostanze inquinanti come xilene, benzene e formaldeide, senza più rilasciarle e senza subire danni. Non è vero che “attirano” le radiazioni elettromagnetiche emesse dai computer, ma lavorare in ambienti ricchi di verde e di bellezza naturale aiuta a trovare serenità e quindi concentrazione ed energia creativa. Inoltre, i cactus e le succulente sono perfette in giardino e in terrazzo, in estate, per affrontare un clima che cambia, risparmiare acqua e ottenere una bellezza che si accontenta di poco… per dare moltissimo.

Consigli:

  • Dopo l’acquisto, tutti i tipi di cactus vanno rinvasati in un contenitore di una o due misure in più, con foro sul fondo. Uno strato di biglie d’argilla sul fondo del contenitore e un buon terriccio per Cactacee sono indispensabili per creare le condizioni di benessere alle radici.
  • Il concime liquido del tipo per Cactacee va somministrato nel dosaggio consigliato (meglio scarso che abbondante) ogni 12-15 giorni da aprile a settembre e sospeso in inverno, salvo che per le grasse che fioriscono in inverno, come il grazioso cactus di Natale e la kalanchoe.
  • Innaffiate con acqua a temperatura ambiente in tutte le stagioni: evitate di bagnare con acqua molto fredda in estate, per non causare shock alle radici.

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