Annaffiare che passione
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Annaffiare, che passione!

Annaffiare, che passione!

Annaffiare un giardino o un orto sembra la cosa più facile del mondo. Entro certi limiti, addirittura è divertente e rilassante, non impegna troppo la mente e nello stesso tempo ci fa sentire in sintonia con le nostre piante, tacitamente grate. Eppure? eppure non è sempre così: anzi, se la mente vaga troppo su altri lidi, quello che riteniamo un beneficio si trasforma invece in un danno. Facciamo subito un esempio-limite, magari un po’ provocatorio: in tema d’acqua, una pianta grassa ha forse le stesse esigenze di una calla? Certamente no, ma altrettanto avviene in numerosi altri casi. Che fare, dunque, e in conformità a quali principi?
Fatta l’ovvia premessa che tutte le piante in qualche misura hanno bisogno d’acqua, occorre però informarsi sulle particolari esigenze delle singole specie.
Seconda premessa: non basta determinare la quantità d’acqua, ma anche quante volte al giorno, alla settimana e così via, naturalmente in rapporto alla stagione corrente.
Orto
Di norma un orto famigliare, piantato con i più comuni ortaggi, necessita di una quantità d’acqua molto superiore a quella che viene destinata ad un giardino ornamentale.
Gli ortaggi vanno annaffiati con regolarità, altrimenti rischiano di avvizzire e di andare a seme. Il metodo migliore è di usare un impianto a goccia collocato lungo le file o interrato, in modo da dirigere l’acqua là dove è più necessario, senza cioè che l’acqua rimbalzi sulle foglie più grandi (cavoli, verze ecc.).
Il periodo più critico dell’anno è fra aprile e ottobre, quando cioè occorre più acqua.
E’ meglio annaffiare di sera, oppure la mattina presto quando la terra non è calda, specialmente in autunno.
La frequenza delle annaffiature deve essere più intensa d’estate, ma anche quando il suolo contiene molta sabbia
In alcuni casi l’acqua potabile non va bene, perché contiene troppo cloro
Giardino
In generale occorre bagnare solo se il suolo è veramente asciutto: quindi bisogna controllare, anche con un dito, l’effettivo stato di umidità del suolo sotto la superficie.
Le specie annuali e biennali da aiuola vanno annaffiate in modo continuo, soprattutto se sono state messe a dimora da poco o se vi è siccità. Le annaffiature vanno dirette all’apparato radicale, quindi è meglio non usare la tecnica a pioggia.
Arbusti e rampicanti. Se sono stati messi a dimora in autunno o d’inverno, è bene bagnare solo subito dopo il lavoro, ma poi non più, fatto salvo il caso di siccità prolungata. Se invece si è in primavera o in estate, bisogna irrigare almeno due volte la settimana, la sera.
Bulbose. Vanno bagnate con generosità nei periodi siccitosi, in primavera e in estate. Durante la fioritura occorre dirigere l’acqua alla base, evitando di toccare le parti aeree.
Perenni. Dopo essersi accertati della quantità d’acqua consigliata per ogni genere, è necessario innaffiare, di norma, quando il suolo risulta asciutto per almeno 5 cm.