News dal mondo
6/12/2011
La plastica che se ne va in quaranta giorni
Siamo di fronte a uno dei regali più belli fatti al nostro pianeta: dall'ingegno e dalla ricerca italiani è nata la formula per sciogliere in acqua la plastica, uno dei materiali più inquinanti sia in fase produttiva sia durante lo smaltimento. 

Proprio così: dagli scarti degli zuccherifici, Marco Astorri e Guy Cicognani hanno inventato Minerv, la plastica del futuro capace di biodegradarsi in acqua a temperatura ambiente. Al centro della scoperta c'è il biopolimero Polyhydroxyalkanoato (Pha) ricavato dalle barbabietole, capace di decomporsi senza lasciare tracce. Per produrre la plastica non serviranno più petrolio e derivati ma scarti industriali: risparmio di tempo, denaro e la certezza di eliminare in quaranta giorni bottiglie, contenitori e componenti in plastica. Date un'occhiata al video di presentazione.

Fantascienza? Per ora Minerv è una realtà già brevettata che ha fruttato ai due inventori, uno grafico pubblicitario e l'altro con una formazione chimica, copertine e attenzione globali.

Se come ci auguriamo la bioplastica dovesse invadere a breve il settore industriale, potrebbe significare che davvero è arrivato il momento di dire addio a prati, boschi e mari punteggiati di residui plastici, così brutti a vedersi e così dannosi per la salute del nostro pianeta.

Per il momento, pare che la produzione della bioplastica inizierà il prossimo anno nello stabilimento di Minerbio, poco lontano da Bologna: una storia bellissima con cui iniziare il 2012.



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